Skip to content

Galeno e gli atti sessuali


La posizione di Galeno è l’essenziale dei testi medici del I e II sec. Poi ci sono le valorizzazioni positive: il seme dà al maschio la sua superiorità e trasmette le cose più preziose. Il congiungimento sessuale è di natura e non si può considerare cattivo. Ma l’atto è pericoloso in quanto disperde una preziosa sostanza, lasciando sfuggire la forza vitale concentrata nel seme. Ed il suo svolgimento lo avvicina alla malattia: stesse fasi della crisi epilettica.
Patologia dell’attività sessuale: 2 elementi: 1) violenza involontaria della tensione e 2) dispendio illimitato che porta allo sfinimento. Da un lato vi è il priapismo = eccitazione permanente / satiriasi per le donne. Nelle donne l’isteria esprime meglio le malattie provocate dall’eccessiva tensione degli organi sessuali. Altro polo: il dispendio illimitato = gonorrea, compiuto senza coscienza, che indebolisce e femminilizza.
Poi gli atti sessuali son soggetti all’influsso di molti fattori diversi: temperamento, clima, cibo assunto, momento del giorno..sono dunque attività fragile e precaria. Ed influenzano estesamente l’organismo. Si posson avere molti malesseri dai piaceri sessuali, davvero tanti. Ma anche molti benefici. Molti individui si riprendono con il coito. l’espulsione di sperma a volte è utile quando l’anima è turbata, e i rapporti sessuali placano. Effetti opposti: il coito indebolisce chi è già svigorito. Poi c’è l’astinenza sessuale, che ha effetti positivi. L’astinenza che trattiene il seme non ha ragioni per esser considerata male. Può rendere forti gli uomini (dice Galeno). Rufo sottolinea che coloro che si dedican molto ai rapporti sessuali devono aver cura di se stessi in modo più rigoroso, affinché mettendo il loro corpo nelle migliori condizioni, risentano meno profondamente degli effetti negativi di tali rapporti.

di Dario Gemini
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.