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Giudicato e diritti incompatibili

Il diritto accertato come esistente dal giudicato non può essere rimesso in discussione dalla deduzione in un successivo giudizio di un diritto incompatibile.
È questa, infatti, nient'altro che una conseguenza del normale operare del principio secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile.
L'importanza dell'argomento induce a qualche riflessione esemplificativa.
Stante il carattere di esclusività proprio di ogni diritto, il principio logico di non contraddizione non consente la coesistenza di due diritti dello stesso contenuto relativi ad un identico bene di cui siano titolari attivi esclusivi due soggetti diversi.
La relazione di incompatibilità tra diritti può atteggiarsi:
- come incompatibilità diretta, ove i due diritti abbiano elementi oggettivi identici e solo soggettivi diversi;
- come incompatibilità indiretta, ove l'incompatibilità intercorra tra due diritti nel senso che l'uno è direttamente incompatibile con il rapporto pregiudiziale all'altro.
Si e visto come l'essenza del giudicato sostanziale comporta l'impossibilità di far valere in un secondo processo tra le stesse parti (non tra parti diverse) quei fatti (o fatti-diritti) dedotti o deducibili nel primo processo il cui accertamento abbia per risultato il disconoscimento pratico del diritto riconosciuto dal primo giudicato.
Alla stregua di tale premessa è da ritenere che sia impossibile far valere in un secondo processo fra le stesse parti un diritto direttamente incompatibile col diritto accertato da un primo giudicato (ciò a meno che il diritto dedotto nel secondo processo sia fondato su un fatto costitutivo successivo alla referente temporale del primo giudicato).
Il diritto del convenuto direttamente incompatibile con quello dedotto in giudizio dall'attore rileva come fatto-diritto idoneo ad escludere l'esistenza del diritto fatto valere in giudizio dall'attore: ne segue che "la deduzione in giudizio di un diritto da parte dell'attore è attività sufficiente a coinvolgere nella sfera di efficacia del giudicato destinato a formarsi anche il diritto direttamente incompatibile del convenuto".
di Stefano Civitelli
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