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Giusnaturalismo in Pufendorf


Pufendorf sistema e amplia la dottrina di Grozio attraverso una chiave più marcatamente razionalistica. Per questo motivo, affinché il discernimento sui principi naturali che devono essere base per il diritto positivo sia universale, bisogna indagare la natura umana. Egli allora distingue uno stato di natura puro (sorta di idea limite) da uno stato di natura temperato e parziale, dotato di effettiva storicità. Il primo nonostante si configura come uno stato di assoluta libertà e uguaglianza naturali, ha il limite di essere troppo debole e povero, incapace di soddisfare i bisogni di tutti gli uomini. Lo stato effettivamente esistito mitiga questi limiti, attraverso i diversi contratti che in esso si stipulano (famiglia, e le varie forme associative). La maggioranza degli uomini è in grado così di seguire più che l’impeto della passione, la ragione riconoscendo almeno tre precetti della legge naturale: nessuno deve offendere l’altro se non è provocato; a ciascuno deve essere permesso di godere dei propri beni; ognuno deve mantenere le promesse fatte. Ma è chiaro però che l’uomo è anche istinto e passione e quindi l’effettivo esercizio dei diritti non è adeguatamente garantito. In questo senso si capisce anche che il diritto alla proprietà privata non è implicito nella legge di natura, ma frutto di diritto positivo e quindi esiste sotto convenzione. Prima di essa le cose sono a disposizione di tutti. Ma è vero anche però che secondo P. il diritto alla proprietà privata appartiene al diritto naturale poiché alla sua importanza ed esigenza si arriva con la retta ragione naturale.
di Carlo Cilia
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