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Gli intermediari finanziari e la quotazione delle imprese

La decisione di procedere alla quotazione può rispondere sia a esigenze proprie della società emittente, sia a bisogni riferibili ai suoi azionisti. Con riferimento alle esigenze dell’emittente la quotazione è spesso intesa come risposta a uno o più dei seguenti bisogni:
MOTIVI FINANZIARI (E ECONOMICI)
raccogliere nuovi capitali per finanziare rilevanti progetti imprenditoriali;

diversificare le fonti di finanziamento per ridurre la dipendenza dell’impresa dal capitale di debito e allargare la base di raccolta del capitale di rischio assicurandone, al contempo, il frazionamento del possesso presso gli investitori al fine di non mettere a rischio il preesistente modello di controllo dell’impresa

MOTIVI STRATEGICI E DI PRESTIGIO
rafforzare il proprio prestigio per godere di ricadute positive in termini di potere contrattuale sia sul mercato dei fattori produttivi che su quello dei beni e servizi prodotti;

migliorare il proprio standing creditizio al fine di ridurre il costo del capitale, anche e soprattutto di debito;

disporre di moneta di scambio per possibili future operazioni di fusione o acquisizione;

disporre di uno strumento addizionale di incentivazione e motivazione del management e dei dipendenti;

ottenere una valutazione di mercato che esprima il risultato di un’attenta, continua e credibile attività di monitoraggio esterno sull’efficacia del management nella produzione di valore.

Da tale lista si evince come la scelta di un’impresa di quotarsi non risponda di necessità a una logica finanziaria, ma può, anzi, essere dettata da considerazioni di natura strategica o di governo aziendale. Il prestigio e la notorietà derivanti a una società dalla quotazione rendono più agevole e meno costoso reclutare capitale umano di qualità, estendere la rete dei rapporti commerciali con altre imprese e affermare il proprio brand nel pubblico dei clienti potenziali. La possibilità di emettere azioni quotate e scambiate quotidianamente sotto condizioni ideali di concentrazione e trasparenza permette all’impresa di impegnarsi in acquisizioni di altre società senza alterare il proprio equilibrio finanziario offrendo come mezzo di pagamento azioni proprie di nuova emissione; di concordare più attraenti piani di incentivazione del management basati su stock options; di promuovere l’azionariato dei propri dipendenti. Disporre di un’azionariato diffuso rende infine l’impresa più forte sul mercato politico in cui interagisce con le autorità impegnate in attività di regolamentazione e supervisione.
di Alessandra Depaola
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