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Gli strumenti finanziari: esposizione e disclosure

Tra le novità in grado di influenzare maggiormente la valutazione del merito creditizio di una controparte vi sono i nuovi criteri di esposizione in bilancio degli strumenti finanziari, nonché la maggiore quantità di informazioni con riferimento a tali strumenti.
Secondo lo IAS 32 la classificazione di uno strumento finanziario come passività o strumento di capitale, da parte dell’emittente, deve riflettere gli obblighi contrattuali effettivamente contenuti nello strumento stesso, nel rispetto del principio della prevalenza della sostanza sulla forma.
In generale si ha una passività in tutti i casi in cui l’emittente non ha un diritto incondizionato a evitare che l’obbligazione si estingua con la consegna di attività finanziarie, anche se questa deriva dai termini del contratto in modo solo indiretto…Un trattamento contabile particolare è previsto per tutti i contratti derivati che prevedano la consegna di liquidità o di altre attività finanziarie in cambio di strumenti di capitale proprio; in questo caso gli strumenti di capitale oggetto del contratto non possono essere più definiti come tali e l’impresa iscrive una passività finanziaria di ammontare pari al valore attuale del prezzo di riacquisto di tali strumenti.
Un’altra importante novità introdotta dall’IAS 32 è rappresentata dal trattamento contabile degli strumenti composti (cioè contenenti sia una passività finanziaria sia uno strumento di capitale), per i quali l’emittente deve separare le due componenti e classificarle in modo distinto (per le obbligazioni convertibili ad es, l’obbligo a consegnare al possessore una o più attività finanziarie è una passività, mentre l’opzione di acquisto di un n° predeterminato di azioni è uno strumento di capitale).
Inoltre il bilancio deve contenere tutte le informazioni integrative che permettono di valutare la natura e la dimensione dei rischi associati agli strumenti finanziari di entità rilevante, con riferimento al rischi di mercato, di credito, di liquidità e dal rischio di variazioni del cash flow causate da variazioni di  tassi di intreresse. .
Particolare importanza è riconosciuta al fair value, che è il criterio generale con cui valutare gli strumenti finanziari.Per questo è richiesto che l’impresa evidenzi il fair value di tutte le classi di attività e passività finanziarie, comprese quelle valutate con criteri diversi, in modo da consentirne il confronto con il valore contabile riportato in bilancio.  In aggiunta è richiesto di specificare:
a) le metodologie e le ipotesi principali per calcolare il fair value dei singoli strumenti
b) in che misura il fair value sia calcolato facendo riferimento a prezzi quotati o a una tecnica di valutazione
c) in che misura si utilizzino tecniche di valutazione basate su ipotesi non supportate da valori di mercato effettivi.
d) In questo caso, gli effetti derivanti dall’utilizzo di ipotesi alternative
e) All’interno delle variazioni del fair value, calcolati utilizzando tecniche di valutazione, l’ammontare complessivo registrato del C.E.
Le nuove regole per la valutazione degli strumenti finanziari possono produrre significativi effetti, non solo sui bilanci delle banche e degli intermediari ma anche sui conti delle imprese non finanziarie.

Gli strumenti finanziari: rilevazione e valutazione . Le nuove regole per la valutazione degli strumenti finanziari possono produrre significativi effetti non slo sui bilanci di banche e di altri intermediari, ma anche sui conti delle imprese non finanziarie, sia dal punto patrimoniale sia da quello economico. Lo IAS 39 definisce il fair value come il criterio generale per la valutazione degli strumenti finanziari da usare per le attività held for trading (tra cui i derivati). Per quanto riguarda gli strumenti derivati in particolare, la prima importante novità riguarda la loro collocazione, non più sotto la riga ma all’attivo o al passivo (in base al valore della posizione). Infine i derivati incorporati in altri strumenti finanziari (non derivati) devono essere separati e valutati in modo autonomo, quindi al fair value.
di Alessia Chiovaro
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