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Hans Kronning: polisemia del verbo dovere

È uno studioso tedesco che fa un’analisi sulla semantica cognitiva: si occupa di studiare il verbo francese devoir (dovere). 
Tendenzialmente lo spazio semantico è un’insieme di significati tra loro connessi, soprattutto in una teoria in cui abbiamo supposto che il termine dovere (devoir) sia polisemico. 
Ci sono situazioni bizzarre. Parola ius: vuol dire diritto e succo. In latino ci sono due parole che hanno questa forma grafica, con due significati diversi. Sono parole omografe (scritte nella stessa maniera), ma diverse. Per accidente hanno assunto la medesima forma grafica. Ciascuna parola ius ha il proprio spazio semantico, non è una parola, sono due parole. Semantica: insieme di significati che si possono attribuire. 
La parola “diritto” in realtà ha qualcosa a che fare con l’idea di diritto (andare diritto): il diritto dà la direzione. Effettivamente nello spazio semantico di diritto ci sono cose inerenti alla legge, ma anche cose inerenti ad una retta linea, diritta. C’è quindi una relazione che come parlanti di una certa lingua si coglie. 

Tesi sostenute da Kronning:
1. polisemia: il termine dovere costituisce uno spazio semantico in cui si possono individuare sensi diversi, ma non irrelati tra loro, di dovere. Si distinguono diversi significati del verbo “dovere”: 
• senso epistemico: cerca di descrivere quello che avverrà, tra tutti gli eventi possibili si cerca quello più probabile (probabilità, non possibilità). Per es. “Dovrebbe piovere”
• senso deontico: esprime un obbligo 
• senso aletico: descrive la realtà delle cose, per es. “Gli uomini devono morire”, non si vuole dire né che probabilmente io morirò, né che ho l’obbligo di morire, ma data la struttura del mondo è necessario che gli uomini muoiano
Questi tre sensi di dovere sono accomunati dall’idea di dimostratività (si può chiedere sempre perché). Ogni volta che si usa il verbo dovere in un enunciato bisogna essere pronti a giustificare e spiegarne il perché (non è detto che si possa sempre rispondere, ma ha sempre senso porsi la domanda), quindi la presenza del verbo dovere comunica che c’è anche un altro evento che ha originato questo vincolo. 
di Francesca Morandi
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