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I DISTURBI COGNITIVI

Il DSM-IV definisce il RM come un “funzionamento intellettivo inferiore alla media”, “un’insorgenza prima dei 18 anni” e con “limitazioni del funzionamento adattivo”.
Vengono considerati 4 livelli di ritardo mentale:
1) lieve (QI da 70 a 50): tali individui avranno una vita indipendente e un lavoro;
2) moderato (QI da 50 a 35): tali individui avranno un buon livello di autosufficienza e sono in grado di sostenere una semplice conversazione;
3) grave (QI da 35 a 20): tali individui hanno un certo grado di autosufficienza, problemi nel parlare sebbene siano in grado di capire il linguaggio e hanno bisogno di una supervisione costante;
4) gravissimo (QI < 20): tali individui possono intendere una conversazione semplice, ma di solito non sono in grado di parlare e generalmente vengono internati.
In psicologia, oggi è ampiamente accettato il concetto che la genetica influenza la capacità cognitiva generale, ma ciò non è sempre vero, infatti sebbene bassi livelli di QI possano essere dovuti a fattori genetici, il RM può essere causato anche da traumi ambientali come problemi al momento della nascita, deficienze nutrizionali e lesione cerebrali.
Uno studio condotto su fratelli suggerisce che il RM GRAVE e il RM MODERATO non mostra influenze familiari, evidenza che implica la NON FAMILIARITA’ del RM GRAVE E MODERATO, tendendo ad avere un QI normale; di contro, i fratelli di bambini con RM LIEVE tendono ad avere un QI inferiore alla media, evidenza che implica la FAMILIARITA’ del RM LIEVE.
La conclusione è dunque che: il RM LIEVE mostra familiarità, al contrario di quello grave e moderato.
Se un genitore è LIEVEMENTE ritardato, il rischio di RM nei figli è del 20%, se entrambi i genitori sono ritardati il rischio è prossimo al 50%.
di Anna Battista
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