Skip to content

I controlli e le politiche tariffarie

In passato le strutture tariffarie erano sostanzialemente disgiunte rispetto ai costi; oggi invece le recenti spinte legislative che accompagnano il processo di aziendalizzazione e di liberalizzazione dei servizi pubblici rivalutano, ai fini della determinazione dei prezzi pubblici, l’importanza della logia ci mercato. Attualmente, infatti l’obiettivo è quello di coprire, con la tariffa, i costi effettivamente sostenuti per la produzione dei servizi, nonché di differenziare le tariffe in base alle responsabilità dei costi generati, lasciando alle sovvenzioni il compito di coprire i costi sociali del servizio erogato (servizi universali).
Oggi, anche nel settore dei pubblici servizi, si parte dall’assunto che il valore, che si traduce nel prezzo che il cliente è disposto a pagare, è direttamente proporzionale alla qualità, all’innovazione e al costo del servizio. 
Finita o attenuata la stagione della politica del welfare-state, è neecssraio conferire alle imprese una maggiore autonomia nella fissazione dei prezzi dei servizi pubblici, a causa del: progressivo contenimento della spesa pubblica, avvio di processi di deregulation e di sviluppo della concorrenza, possibilità del ricorso ad altri strumenti per attuare politiche sociali (bonus, contratti di servizi, contratti di programma).
Nei mercati in cui è ancora presente il potere monopolistico o dove è ancora presente un rilevante potere di mercato (generalmente detenuto dall’ex monopolista), l’allineamento delle tariffe ai costi, in assenza di strumenti incentivanti, non è sufficiente a limitare il potere di mercato dell’operatore dominante.
 
Sistema tariffario: (sistemi tecnici per definire le tariffe)
Ruolo:
- economico (remunerare tutti i costi)
- sociale (perché sono servizi che riguardano l’interesse generale)
obiettivi interni:
- pareggio di bilancio
- efficienza produttiva
Obiettivi esterni:
- redistribuzione del reddito (tariffe più basse per fasce sociali più deboli)
- sistema dei sussidi incrociati (sussidi incrociati: una fascia sociale più alta della tariffa mi finanzia la fascia sociale più debole) seguendo 2 criteri:
° tariffe a più parti (una parte fissa e una variabile diversa a seconda della categoria sociale)
° tariffe discriminate (in funzione della categoria sociale a cui è destinata)
stabilizzazione dei prezzi (viene utilizzato per contenere le tendenze inflazionistiche del sistema dei prezzi)
- allocazione efficiente delle risorse (più equa)

La tariffa è costituita da tutte le componenti di costo  ->  quantità elevata di costi (in termini di componenti costo e articolazione)
Definire una tariffa è difficilissimo
(Tariffa di base) = Σ componenti di costo + adeguamento periodico tariffario

metodi tariffari, (che mi consentono di definire la tariffa base):
1. Metodo marginalista  ->  considero come configurazione di costo nel mio calcolo il costo marginale (più basso)
2. Metodo integralista, considero come configurazione di costo nel mio calcolo il costo medio.
3. Metodo della discriminazione, analisi delle varie fasce sociali a cui è destinata la tariffa.

Quale metodo applico?
Laddove le gestioni dei servizi sono e restano pubblici  ->  metodo marginalista
Andando verso le gestioni di carattere privatistico  ->  metodo integralista perché dobbiamo remunerare tutte le componenti di costo.
di Alessia Chiovaro
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.