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I delitti contro la libertà nel codice del 1930 e in prospettiva “personalistica”

Il codice del 1889 era ispirato da ideali giusnatiralistico-contrattualistici della libertà, vista come diritto preesistente all’uomo e sottratto alla disponibilità del legislatore.
Tale codice dedica un titolo ai “delitti contro la libertà” in apertura della parte speciale dietro solo ai “delitti contro la personalità dello Stato”.
Il codice del 1930, invece, era mosso da idee giuspositivistico-statualistiche che considerano i delitti contro la libertà come sottospecie dei delitti contro la persona, immiserendone il contenuto in virtù della pubblicizzazione degli oggetti di tutela.
Il codice Rocco prevede cinque soli gruppi di delitti contro la libertà individuale:
- delitti contro la personalità individuale;
- delitti contro la libertà individuale;
- delitti contro la libertà morale;
- delitti contro l’inviolabilità del domicilio;
- delitti contro l’inviolabilità dei segreti.
Mentre sarebbe auspicabile l’introduzione dei gruppi:
- delitti contro la libertà sessuale;
- delitti contro la dignità umana;
- delitti contro l’integrità psichica;
- e la reintroduzione tra i delitti contro la libertà individuale di tutta una serie di reati posti, invece, come a tutela di beni pubblici (come il sequestro di persona a scopo di estorsione, che è collocato tra i “delitti contro il patrimonio”).
di Stefano Civitelli
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