Skip to content

I principi di buona governance

non esistono delle linee guida comunemente accettate da tutti ma un importante e corposo lavoro di costruzione di un complesso di principi che dovrebbero caratterizzare la buona governance è stato svolto nel 1992 dalle Nazioni Unite durante la Conferenza su Ambiente e Sviluppo, che correva su due filiere progettuali ben definite: l'implementazione dei diritti umani e la promozione del coinvolgimento pubblico nei processi di governance ambientale.

Generalmente vengono individuati cinque principi di buona governance riguardo le ANP:
- Legalità e diritto di opinione
- Responsabilità.
- Risultato.
- Equità.
- Gestione.

Il sistema di classificazione mette in luce diversi obiettivi che le aree protette devono raggiungere, tra cui la conservazione della natura, la ricerca scientifica, le opportunità per i visitatori, i bisogni locali dei residenti. La rilevanza e la priorità attribuibile a ciascuno di questi punti può differire, quando non entrare in aperto contrasto, a seconda delle sei classificazioni UICN. La sfida per i gestori di un'area protetta è proprio quella di cercare di bilanciare questi obiettivi potenzialmente divergenti attraverso il legittimo esercizio dell'autorità. Quali sono queste autorità esercitate?
- Autorità di pianificazione attraverso il piano di gestione.
- Autorità regolativa per la conservazione del suolo e delle risorse.
- Autorità di spesa
- Autorità di generare entrate finanziarie.
- Autorità di sottoscrivere accordi.

Il secondo punto riveste un ruolo centrale sia per raggiungere i fini dell'area protetta sia per gli obiettivi di governance, per almeno tre motivi:
- I regolamenti possono essere carichi di significato politico, dunque sottoposti a diversi tipi di critica: troppi regolamenti; regolamenti troppo complessi; non aggiornati; non rispettosi dei diritti e della cultura dei locali.
- Il fondamento di un sistema regolativo si basa sulla gestione e la riduzione del rischio a livelli accettabili per proteggere i cittadini e l'ambiente ma il rischio non può mai essere pari a zero.
_ Il reale potere regolativo si basa sul compiere scelte, sull'esercitare un potere discrezionale. C'è quindi il rischio di ingiustizie e corruzioni varie.

di Gherardo Fabretti
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.