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I processi di trasformazione urbana a Palermo

L'evoluzione urbanistica di Palermo è stata alimentata dall'espansione demografica della città e dalla crescente immigrazione, rimarcando l'antica direttrice N – S delineata dalla vecchia arteria stradale di via Maqueda. A questa crescita il Piano Regolatore Generale del 1956 avrebbe dovuto mettere un freno se non un organizzazione, non facendo altro, invece, che riconoscere situazioni di fatto e non pianificando alcuna localizzazione di attività residenziali ed economiche. Il PRG sancì lo sviluppo residenziale della zona nord di PA (ex ZEN ed ex CEP) costituiti da orrori edilizi a buon mercato mentre nel frattempo crescevano le adiacenti città di Bagheria, Carini, Termini ecc...creando un intrico tragico. La città di PA è organizzata in otto circoscrizioni, con la 1 più piccola ma a maggiore densità (3% dei residenti) e l'8 più grande ma a minore densità. Le circoscrizioni centrali (1 e 7) sono quelle a popolazione più vecchia mentre la 3 e la 4 quelle più giovani. Le tre circoscrizioni più meridionali (2, 3 e 4) sono quelle a più alto tasso di analfabetismo e povertà, mentre la 8 e la 6 sono le più numerose di laureati.
Per fare fronte ai problemi l'Amministrazione ha varato degli interventi di riqualificazione urbana: Recupero del centro storico; mobilità cittadina; riqualificazione delle periferie di Borgo Nuovo, San Filippo Neri (ex ZEN), Sperone e Bandita; riqualificazione della fascia costiera; verde e parchi urbani → completamento di Palazzo d'Orleans.
Ci si è mediazione della società civile, di una partecipazione attiva degli attori locali che devono sostituire e liberare la città di un terziario radicato parassitariamente nella PA che non dà alla città nessuna occasione di sviluppo e progressione. In nome di ciò sono stati anche ripresi degli importanti strumenti di trasformazione territoriale:
- Programma URBAN (iniziato nel 1994 e terminato nel 2000) indirizzato al recupero delle infrastrutture e dei complessi monumentali e al mutamento dell'ambiente e delle condizioni di vita dei cittadini per la riqualificazione di 112 ettari del centro storico (in particolare del quartiere Tribunale – Castellammare).
- PRUSST di Palermo fatto di 77 interventi privati e 64 pubblici. 
- PIT di Palermo → sfruttare le opportunità dell'apertura nel 2010 dell'area di libero scambio euromediterranea voluta dagli accordi di Barcellona. Dotare dunque la città di infrastrutture di base, servizi e ricezione di base.
Gli strumenti fondamentali per implementare queste azioni sono stati individuati nelle ATI – Aree di Trasformazione Integrata. Sono vaste aree strategiche per l'avvio dei processi di riqualificazione, sviluppo e promozione della città. Sono 12 e sono articolare per priorità. La 1 è quella del waterfront, la 4 quella del centro storico.
Nonostante tutto ciò ancora una volta la città ha preferito usare questi importanti strumenti polarizzare su di sé piuttosto che veicolare importanti interventi di decentramenti provinciale che sarebbero stati di aiuto sia alla città capoluogo sia ai comuni di primo e secondo anello.
resi finalmente conto dei limiti e delle poche novità del PRG e della necessità vitale di una

di Gherardo Fabretti
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