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I rapporti tra impresa, ambiente transazionale e ambiente competitivo

Ogni impresa tende a ritagliarsi, nel macro-ambiente, un ambiente più specifico in funzione dei rapporti di scambio. Questi riguarderanno sia l’acquisizione delle risorse, sia la cessione dei beni prodotti e formeranno due micro-ambienti: gli ambienti transazionale e competitivo.

In merito al primo, Williamson osserva che ogni impresa deve risolvere il problema dei confini della sua organizzazione e del ricorso al mercato per l’approvvigionamento delle risorse. Il tipo di risorse per cui ricorrerà al mercato dipenderà dalle comparazioni di convenienza tra il produrre all’interno i materiali e l’acquistarli all’esterno. Più ci si orienta verso la prima soluzione, più si ampliano i confini dell’organizzazione e cresce il grado di autonomia dal mercato delle forniture.

Ragionamento parallelo dev’essere fatto anche per l’ambiente competitivo, che dipenderà dalla scelta delle porzioni di mercato da soddisfare. All’interno del micro-ambiente in cui l’azienda opera, vi saranno degli interlocutori con cui dovrà collegarsi per attingere delle risorse o cedere dei prodotti. Si ha un mercato in tutti i casi in cui vi siano due o più contraenti disposti a scambiare fra di loro i beni rispettivamente posseduti. Il concetto di mercato si fonda, cioè, sullo scambio.

Ogni impresa, dunque, si collegherà con il mercato del lavoro, costituito dall’offerta di forza-lavoro; il mercato di produzione, cioè i produttori di materie prime, impianti, ecc.; il mercato finanziario, rappresentato dalle Borse Valori, dagli intermediari finanziari e dagli altri prestatori di capitale (ambito transazionale); il mercato di vendita, costituito dagli acquirenti dei beni o servizi prodotti.

L’impresa si presenta dunque al centro di un micro-ambiente, suddiviso in ambiente transazionale e competitivo, a sua volta inserito in un macro-ambiente. L’impresa non può scegliersi il macro-ambiente, ma l’ambiente transazionale e competitivo in cui operare. Ma, soprattutto per le aziende più grandi dotate di potere economico tale da incidere sul potere politico, si può affermare che anche il macro-ambiente finisce per essere una variabile e non un vincolo da rispettare.

di Domenico Valenza
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