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INFLUENZA AMBIENTALE

Se metà della varianza di g può essere attribuita all’ereditarietà, l’altra metà sarà attribuibile all’ambiente. Stime riguardo l’influenza ambientale derivano dalle correlazioni tra genitori, figli e fratelli adottivi; infatti la correlazione tra fratelli adottivi è di 0,32 (dal momento che non sono geneticamente correlati, questo risultato sarà dato dalla condivisione dell’ambiente di crescita); ma la correlazione tra genitori adottivi e figli adottivi è minore rispetto alla precedente tra fratelli adottivi, ovvero è di 0,19, questo risultato suggerisce che l’ambiente condiviso determina una minore somiglianza tra genitori e figli rispetto alla somiglianza tra fratelli.
Gli effetti dell’ambiente condiviso sono suggeriti anche dal fatto che le correlazioni tra parenti che vivono insieme sono maggiori rispetto a quelle tra parenti che vivono separati dati in adozione.
Anche gli studi sui gemelli suggeriscono un’influenza dell’ambiente condiviso; nello specifico esso contribuisce maggiormente alla somiglianza tra gemelli rispetto a quella tra fratelli, forse perché i primo condividono anche lo stesso utero ed hanno esattamente la stessa età, e dunque frequentano la stessa scuola, la stessa classe spesso, e condividono gli stessi compagni.

Le stime dell’ereditabilità sono condizionate dall’accoppiamento assortativo (accoppiamento non casuale) e dalla varianza genetica non additiva (dominanza: gli alleli di un certo locus interagiscono piuttosto che sommare il loro effetto nel modificare il comportamento; ed epistasi: gli alleli di differenti locus sommano il loro effetto nel modificare il comportamento o interagiscono. Gli effetti genetici non additivi si distinguono da quelli additivi, in cui gli effetti degli alleli di un certo locus o di loci differenti si sommano sempre).
di Anna Battista
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