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Il Kanun è diritto positivo

Patrizia Resta, curatrice dell’edizione italiana del Kanun di Lek Dukagjini, afferma che l’opera di Gjeçov è caratterizzata da un’ambiguità “dovuta soprattutto alla trasposizione in termini di diritto positivo che ha tentato”.
Ribadisce dunque che il Kanun è una “trasposizione in termini positivi delle consuetudini albanesi”.
Il che è vero, ma a patto che non si confondano le consuetudini trascritte in un testo con le leggi poste dal potere politico, e cioè a patto che le consuetudini siano considerate diritto positivo sono in quanto vigono e finché vigono.
di Stefano Civitelli
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