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Il baccalà


Il nome Gadus morhua è conosciuto a tutti come baccalà. Il pesce secco più amato viene dalle terre nordiche dove è definito pesce bastone perciò stoccafisso qui da noi. 
I primi a farne uso furono i vichinghi, abitanti della scandinavia che avevano trasformato questo pesce a lunga conservazione in una preziosa scorta di cibo per le traversate oceaniche.
La fortuna mediterranea del baccalà inizia nel 1432 quando il nobile veneziano Piero Querini naufraga con la sua nave nelle acque norvegesi e impressionato da quelle cascate di pesci le decanta al consiglio dei dieci. La sua consacrazione avverrà nel secolo successivo, quando la chiesa durante il concilio di trento stabilisce una disciplina rigorosa dei digiuni proclamando come giorni di astinenza le feste il mercoledi e il venerdi. Da allora il baccalà diventa il mangiare di magro e il cibo dei poveri. Occorreranno secoli prima che il baccalà diventerà il cibo dei ricchi.
Oggi che il digiuno non c’è più celebra il suo trionfo grazie agli omega 3 e ai radicali liberi.

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