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Il charter di aeromobile

Denominato anche noleggio di aeromobile, è il contratto con il quale l’esercente si obbliga nei confronti dell’utilizzatore (charterer), verso corrispettivo, a compiere con un aeromobile determinato uno o più viaggi determinati per il trasporto di persone. Possono essere charter di aeromobile senza equipaggio (bare bull charter, ricondotto al contratto di locazione) e charter di aeromobile con equipaggio (noleggio). Il fatto che il viaggio non è fine a se stesso, ma viene effettuato per il trasferimento di persone da un luogo ad un altro, e che tale trasferimento rappresenta l’oggetto della prestazione dell’esercente, determina la quantificazione di questo contratto come trasporto di persone. È utilizzato dagli organizzatori di viaggio per le esigenze di trasporto della propria clientela, cui offrono dei pacchetti turistici comprensivi anche del trasporto aereo, oppure del solo servizio di trasporto aereo, con aerei non di linea.
Nella concezione corrente, il termine charter individua anche il volo stesso, non solo il contratto, come volo non programmato, contrapposto al volo di linea, ossia al volo registrato (scheduled), che viene svolto secondo orari e criteri di continuità predeterminati. Nel volo charter non sussistono per il vettore gli obblighi ad assicurare le partenze previste e di trasportare chiunque ne faccia richiesta, poiché vi è un unico soggetto, il charterer, che ha acquisito l’intera capacità dell’aeromobile e che ha piena libertà di organizzazione dei termini e delle modalità di trasporto, nonché di scelta dei passeggeri. La compagnia aerea esegue il trasporto nei confronti dei passeggeri clienti del charter, emettendo biglietti direttamente a nome dei medesimi, rivolta per evitare al vettore la decadenza del beneficio del limite risarcitorio nel trasporto aereo internazionale.
Problemi si hanno per la posizione del passeggero, cliente non del vettore, ma del tour operator charterer: un orientamento definisce il charter come subtrasporto (i biglietti in verità vengono emessi dall’esercente direttamente a nome dei passeggeri); un altro dice che è un contratto di trasporto in favore di terzo, concluso dal charterer in favore dei passeggeri propri clienti, a cui nome vengono emessi i biglietti dal vettore e i quali acquistano i relativi diritti nei confronti di quest’ultimo; un altro dice che l’emissione dei biglietti da parte del vettore documenta la cessione frazionata dei diritti del contratto di trasporto effettuata dal charterer in favore dei singoli passeggeri i quali diventano parti del contratto di trasporto all’origine stipulato dal vettore aereo con il charterer; un altro ancora tende a configurare il rapporto tra owner e charterer come vero e proprio noleggio in tutti quei casi in cui emittente dei biglietti di passaggio sia il charterer, che assume la qualità di vettore, mentre l’esercente si limita a fornire soltanto l’attività aeronautica.
di Elisabetta Pintus
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