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Il codice civile svizzero del 1912 (Zivilgesetzbuch, ZGB)

Già nel secolo XIV, il territorio della odierna confederazione elvetica era autonomo dal Sacro Romano Impero.
E mentre in quest’ultimo vi fu un’ampia ricezione del diritto romano, il Svizzera, invece, non venne meno la centralità delle consuetudini germaniche.
Il risultato è che, nel corso del XVIII secolo, mentre sul resto del continente europeo cominciavano a diffondersi le idee favorevoli alla codificazione, il diritto del territorio elvetico consisteva essenzialmente nelle consuetudini di origine germanica, applicate da giudici laici elettivi.
La conquista napoleonica (1798) portò alla creazione dello Stato unitario svizzero e all’idea di un diritto privato unitario.
Tuttavia, all’indomani del Congresso di Vienna, si dette vita ad un sistema federale in cui ciascun cantone manteneva la propria indipendenza.
Ma l’ideale illuministico della codificazione aveva ormai preso piede.
Uno dopo l’altro, i cantoni decisero di introdurre un proprio codice civile.
Si divisero però circa il modello da seguire:
nella zona meridionale e nella parte occidentale della Svizzera, fu seguito il Code Civil;
nella zona centrale, fu seguito il modello austriaco;
negli anni tra il 1853 e il 1855 il cantone di Zurigo si dotò di un codice che influenzerà molto il futuro codice svizzero del 1912 e che fu redatto da giuristi locali formati alla scuola di Savigny.
Il cantone di Zurigo adottò dunque una visione sistematica del diritto privato, pur mantenendosi anche molto attento alle tradizioni e alle consuetudini locali.

di Stefano Civitelli
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