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Il concilio di Calcedonia - 451 -


Teodosio II muore improvvisamente nel 450. La sorella Elia Pulcheria prende il comando sposando Marciano, che diventa imperatore. Gli equilibri cambiano nuovamente: Eutiche viene esiliato; i resti di Flaviano vengono riportati a Costantinopoli e il suo nome riabilitato; furono riannodati i rapporti col papa.
Marciano e Pulcheria animati dal desiderio di ricomporre i dissidi religiosi convocarono un quarto concilio ecumenico a Nicea nel 451. Il concilio, invece di tenersi a maggio a Nicea, si tenne a ottobre a Calcedonia. Leone mandò in sua vece Pascasino. Su un totale di quindici sessioni, si deliberò su un gran numero di questioni.
- Pascasino fa mettere sotto accusa Dioscoro e gli altri protagonisti di Efeso II. Anatolio, nuovo vescovo di Alessandria, finisce così per essere deposto dalla carica.
- Si elabora una nuova formula cristologica che risente sia della Formula di Unione del 433 sia del Tomus di Leone. Si riconoscono a Cristo due nature, umana e divina, integre e complete, unite in una sola persona (prosopon) e in una sola ipostasi, distintamente, immutabilmente, indivisibilmente e inseparabilmente. Gesù è consustanziale al Padre secondo la divinità e consustanziale all'uomo secondo l'umanità.
- La Vergine è theotòkos.
- Si riabilitano le vittime di Efeso II.
- La giurisdizione di Antiochia è ridimensionata.
- A Costantinopoli viene riconosciuta la superiorità del 381, gli stessi titoli e privilegi di Roma,pur rimanendo dopo di essa.
Naturalmente la dottrina di Calcedonia non fu accettata da tutte le chiese, e spesso il monofisismo o il nestorianesimo furono appoggi per rivendicazioni etniche o nazionali. Nel VI secolo Costantinopoli si separerà dalle cosiddette Chiese d'Oriente. Costantinopoli e Roma finiranno per allontanarsi e prendere strade indipendenti e a volte contrastanti. Costantinopoli rivendicava adesso anche una lontana origine apostolica e la pari antichità con Roma per il ritrovamento delle reliquie di Sant'Andrea. Calcedonia segna la separazione definitiva tra Occidente e Oriente in senso religioso, anche se la koinè mediterranea rimarrà. Ricordiamo ciò che disse Rodolfo il Glabro nell'XI secolo.

di Gherardo Fabretti
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