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Il congresso della UILdel 1965

Trattandosi di un sindacato che stava assumendo caratteristiche "governative", per la UIL la convergenza sugli orientamenti della maggioranza di centro-sinistra non creava problemi: essa tendeva a realizzarsi in un quadro di politica dello sviluppo.
Al IV congresso della UIL, che si tenne a Montecatini nel febbraio '64, questo tema divenne centrale: la politica dei redditi ebbe l'avallo della UIL purché si coniugasse con la politica di sviluppo a cui il sindacato voleva dare il proprio contributo.

Per quanto attiene la UIL, alcuni aspetti prettamente politici assunsero caratteri originali.
Basti pensare alla richiesta che emerse al congresso di Montecatini di riformare un sistema distributivo estremamente frazionato e farraginoso che scaricava sul consumatore i costi della propria irrazionalità: si trattò di un'anticipazione di quel "sindacato dei cittadini" che esce dalla fabbrica che Benvenuto coltivò come strumento attraverso cui la UIL superasse la crisi degli anni '80.
Sul tema dei contratti il congresso avanzò la proposta della revisione annuale della parte economica dei contratti collettivi nazionali.
Su alcune questioni le posizioni di UIL e CISL rimanevano distanti: la UIL guardava con favore all'applicazione dell'art.39 della Cost. (dalla quale si riteneva potesse scaturire un ruolo pienamente riconosciuto) ed era contraria alla contrattazione articolata (in virtù della tradizionale debolezza della UIL in fabbrica e nelle strutture periferiche).

Sul tema dell'incompatibilità, anche nella UIL a farsi sentire furono le minoranze. In particolare la corrente repubblicana avanzò la richiesta dell'incompatibilità contro le pretese di Viglianesi di costruire un sindacato schiacciato sulle posizioni socialiste (o addirittura di partito dopo la riunificazione socialista del '66). Anche in questo caso le richieste della minoranza non diedero risultati.
Viglianesi, nonostante le crescenti pressioni, rassegnò le dimissioni solo in occasione del congresso di Chianciano del '69 quando l'onda d'urto dell'autunno caldo aveva investito anche la UIL.

di Cristina De Lillo
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