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Il contratto di lavoro a termine: direttiva UE n. 70/1999

Negli anni ’90 interviene l’UE con la direttiva n. 70/1999, con la quale si chiede agli Stati membri di uniformare la disciplina in tema di contratto a termine. Viene riaffermato il principio del contratto a termine come eccezione della regola del contratto a tempo indeterminato. Direttiva con la quale il legislatore UE cerca di contemperare le esigenze delle imprese (in particolare quella di flessibilità) con quelle dei lavoratori (in particolare la precarietà), anche in funzione di tutela dei sistemi di sicurezza sociale degli ordinamenti nazionali. Questo perché prestazioni di lavoro precarie compromettono il sistema welfare.

Nell’ordinamento italiano si opta per l’attuazione di questa direttiva. Molti giuristi del lavoro invece avevano sottolineato la non necessità di andare contro la disciplina del contratto a termine, dato che nel nostro ordinamento era già previsto che il contratto a termine fosse eccezione rispetto al contratto tipico. L’unico punto sul quale l’ordinamento interno doveva uniformarsi era rappresentato dai contratti a termine a catena (successione di contratti a termine).
di Francesca Morandi
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