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Il contratto di lavoro a termine: la legge Fornero

La legge Fornero interviene anche sul contratto a termine.
Ritocca il comma 01: “forma comune” (non tocca il principio generale dell’indeterminatezza del vincolo contrattuale).
Inoltre:
• da un lato mantiene la fattispecie generale secondo la quale è possibile stipulare un contratto a termine nel momento in cui si evidenziano ragioni di natura tecnica, produttiva, sostitutiva, organizzativo; 
• dall’altro invece dice che se vi è bisogno di un lavoratore a termine per una durata di 12 mesi non bisogna specificare alcuna ragione oggettiva e temporanea in base alla quale puoi avvalerti di una lavoratore a tempo determinato. 

Quindi compie un’operazione che dà ragione agli studiosi che, nella prima stagione dell’art. 1 del d.lgs 368/2001, ritenevano che il contratto a tempo determinato fosse da considerare un contratto perfettamente alternativo a quello indeterminato.

In questo modo si realizza un intervento di politica attiva: si favoriscono gli accessi al mercato del lavoro nel momento in cui l’esigenza datoriale è contenuta entro il limite di un anno. In questo caso i datori di lavoro potevano considerare il contratto a termine come sostituivo a quello indeterminato, cioè avevano la possibilità svincolata da qualunque obbligo di specificazione per le ragioni oggettive e temporanee per le quali avevano deciso di servirsi di un contratto a termine. Questo intervento correttivo, in una prospettiva ampliativa dell’utilizzo del contratto a termine, è stato accolto in modo problematico dagli studiosi, i quali hanno evidenziato come in questo modo si potevano sollevare dubbi di legittimità costituzionale in relazione anche al quadro legislativo europeo.

Il governo Monti assesta due interventi legislativi nel mercato del lavoro in funzione anti-crisi:
• manovra salva-Italia (l.n. 214/2011) con la quale vengono modificati i canali di accesso al sistema previdenziale (riforma sulle pensioni).
• legge Fornero (l.n. 92/2012) con la quale si è cercato di sbloccare e consentire l’accesso al mercato del lavoro attraverso la correzione della disciplina del contratto a termine. 

di Francesca Morandi
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