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Il genocidio dopo la conferenza di Wannsee – Wolfgang Benz

Nel gennaio 1942, alla conferenza di Wannsee, il rappresentante del Governatorato generale Buhler aveva chiesto che nel suo territorio la questione ebraica fosse risolta il più presto possibile. A quella data i preparativi per lo sterminio degli ebrei nella Polonia occupata erano stati avviati già da tempo. Il personale che eseguì tale operazione, detta “Operazione Reinhardt”, era composto da circa 450 effettivi. Eseguita nei tre Lager di Belzec, Sobibor e Treblinka, cadde vittima la maggior parte dell’ebraismo tedesco.

Il Lager di Belzec in Polonia orientale era posto nelle vicinanze di una stazione, in cui primi trasporti giunsero a febbraio 1942. Il campo di sterminio di Belzec funzionò fino alla fine del 1942, e vi perirono circa 600000 ebrei. Le esperienze acquisite a Belzec furono sfruttate, dal marzo 1942 in poi, nel secondo campo di sterminio usato per l’Operazione Reinhardt, quello di Sobibor, dove in tre ondate successive furono sterminate circa 250000 persone. Treblinka fu, per la sua tecnica di sterminio, il Lager migliore. Nella primavera del 1942 ne fu stabilita l’ubicazione, tenendo conto principalmente del collegamento ferroviario. Dal luglio 1942 all’agosto 1943, la macchina dello sterminio di Treblinka lavorò con un risultato totale di 900000 ebrei.

Nel luglio 1942 Himmler aveva ordinato che l’intera operazione fosse conclusa entro il 1942, ma essa terminò solo ai primi di novembre del 1943. Gli ultimi mesi furono interamente dedicati a far sparire le tracce. Belzec fu il primo Lager a essere smantellato. Sobibor fu trasformato per ordine di Himmler in un campo di concentramento. A Treblinka un’ultima squadra di ebrei da lavoro, prima di esere fucilata, fu addetta alla rimozione delle baracche e delle recinzioni e costruì nuove case coloniche nelle quali si trasferirono gli ucraini che avevano fatto parte del personale del Lager.

Ad Auschwitz, la capacità di sterminio era talmente aumentata che non fu neanche più necessario usare Lager dell’operazione Reinhardt; essa era ormai preparata ad accogliere i convogli provenienti da tutti i paesi assoggettati al dominio nazista. L’obiettivo dello sterminio di tutti gli ebrei d’Europa del gennaio 1942 non fu raggiunto. Ma i sei milioni di morti fanno dell’Olocausto un delitto contro l’umanità unico nella storia. Se dubbi sul fatto dell’Olocausto non ce ne possono più essere, la ricerca di una spiegazione nel senso di una morale e di una ragione umane invece continua.
di Domenico Valenza
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