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Il gruppo di pari tra conoscenza e potere

Il gruppo di pari si adatta allo svolgimento di attività complesse, agli ambienti turbolenti o a entrambe le situazioni.
Ogni componente (partner) svolge contemporaneamente le attività tipiche del vertice strategico e del nucleo operativo. I partner decidono collegialmente.
Ciascun partner mantiene la sua autonomia operativa e l’impegno profuso è basato sul fatto che la ripartizione dei costi e dei profitti avvenga in modo equo tra tutti i partner.
Le attività che caratterizzano il gruppo di pari sono prevalentemente di interazione tacita. Il controllo del lavoro è direttamente compiuto da chi lo svolge. I partner comunicano in modo informale, cercando di adattarsi l’un l’altro seguendo un percorso che non può essere definito a priori in modo preciso ma dipende dalle contingenze.
Quando funzionano le forme semplici?
Le forme semplici sono efficienti se l’ambiente è dinamico.
Quando la dinamicità supera certe soglie, per affrontare efficacemente le nuove esigenze sorge la necessità di specializzare le attività dei collaboratori, in relazione ai sotto-ambienti con i quali esse si relazionano.
A parità di altre condizioni, le forme semplici risultano più efficienti in presenza di tecnologie non sofisticate, che non richiedono competenze specialistiche per la gestione e quindi di conciliano con la ridotta specializzazione dei compiti.
Se la crescita delle dimensioni d’impresa e l’espansione della scala e della varietà delle attività superano certi livelli:
- nell’assetto imprenditoriale le capacità dell’imprenditore si saturano, e mancando organi di supporto si genera una perdita di controllo
- nella forma artigiana e nel gruppo di pari i processi decisionali possono diventare eccessivamente lunghi.
di Giulia Mestre
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