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Il liberalismo anarchico

Norzick argomenta la sua tesi del liberalismo anarchico ritenendo che lo stato debba completamente disinteressarsi della salute dei suoi cittadini che va così affidata al mercato economico. Noi riteniamo più corretta la posizione che ritiene che rientri invece nei compiti di uno stato un intervento che corregga le troppo forti differenze nella distribuzione della ricchezza garantendo ai cittadini un minimo di cure. Non consideriamo assolutamente una concezione moralmente accettabile quella che affida completamente alle disponibilità individuali e ai mercati le scelte sanitarie in gioco nelle situazioni bioetiche. Contro un approccio per così dire provatistico alle questioni distributive in gioco nella bioetica vanno mosse altre obiezioni, si tratta di scelte che non possono sfuggire al controllo della censura o dell’approvazione morale, assumere questa consapevolezza permette che non si confini la propria riflessione a quella presentata come una mera bioetica giustificativa ovvero quella che a proposito di equità nella salute si limita a esaminare isolatamente criteri di priorità o modelli distributivi dando per scontati determinati vincoli senza con ciò estendere la riflessione alla complessiva società.
di Marianna Tesoriero
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