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Il piano regionale di sviluppo economico -sciale 1992 /1994 della Sicilia


Fu però subito chiaro come tale legge al momento dell'applicazione mostrava non poche contraddizioni, date le ambiguità di rapporto tra i vari centri, la scarsa specializzazione dei centri minori e la forte dipendenza gerarchica del capoluogo. Si palesò dunque più che altro come un forzoso intervento dall'alto, senza basi solide e con prevedibili conseguenze in termini di conflittualità e incertezza nel processo di sviluppo e consolidamento delle ipotetiche AM.
Inoltre la legge inficiava gravemente l'autonomia locale delle varie città, che non avevano possibilità di partecipare alle decisioni comuni. L'ipotesi di una unica grande rete siciliana venne smentita direttamente dal Piano Regionale di Sviluppo Economico – Sociale 1992 / 1994 che non a caso divideva la regione Sicilia in quattro grandi sistemi urbani:
- Sistema Sicilia Occidentale → PA e TP 
- Sistema Sicilia Orientale → CT e SR 
- Sistema dello Stretto → ME e RC 
- Sistema Sicilia Centro – Meridionale → RG, CL, AG e EN.
Uno spiraglio di rinnovamento sembra essersi aperto con la riforma costituzionale del 2001 che modifica la Costituzione in senso ampiamente autonomistico delle realtà locali. Il POR 2000 – 2006 poi ha cercato di confermare una strategia differenziata e flessibile per le diverse tipologie urbane dell'isola e in particolare:
- PA – CT – ME: rafforzamento di funzioni innovative e offerta di nuovi servizi urbani e metropolitani; potenziamento delle riorganizzazioni funzionali di attività innovative connesse alle vocazioni territoriali; riqualificazione tecnologica delle infrastrutture con particolare attenzione a quelle che permettono l'accesso a reti globali o transregionali.
- Sistema dei centri medi + EN: sviluppo di una rete di città; potenziamento di infrastrutture di servizio ai sistemi produttivi locali; recupero dei centri storici e riorganizzazione del tessuto commerciale ed artigianale. Possibile raggruppamento dei centri medi in sub – sistemi urbani policentrici.

di Gherardo Fabretti
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