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Il principio di legalità: la riserva di legge

Il principio di legalità ex art. 25(2) cost. comporta l’introduzione di altri tre sottoprincipi a lui correlati:
Riserva di legge: “Nessuno può essere punito se non in forza ad una legge…”, tende ad escludere dalla produzione del diritto penale tutte le fonti non aventi la forma di legge.
In questo modo viene escluso il potere esecutivo con i suoi regolamenti.
La facoltà del potere giudiziario di rifarsi a fonti sostanziali al momento dell’applicazione concreta non contraddice però questo principio.

La riserva di legge più che una funzione di chiarezza svolge una funzione garantista, cioè adottare le norme penali con legge garantisce:
a. la pubblicità dei lavori di formazione e discussione;
b. la rilevanza delle minoranze che sono presenti nel Parlamento;
c. il controllo sugli atti legislativi da parte della Corte costituzionale.
I punti a. e b. non si otterrebbero se il potere di creare norme penali fosse affidato all’esecutivo.

La natura della riserva di lesse è assoluta nel senso che norme secondarie non possono regolare nessun aspetto del diritto penale.
Si è molto discusso sul limite di questa assolutezza in quanto esistono norme penali che fanno rinvio a norme secondarie, il rinvio può essere:
- recettizio, la norma penale fa propri alcuni parametri presenti in una norma secondaria;
- formale, la norma penale si rifà, per aspetti tecnici, a fonti secondarie appositamente create.
La legittimità di questi rinvii sembra sussistere quando essi non contraddicono le scelte valutative di fondo del legislatore e trattano di aspetti di natura meramente tecnica.
La norma penale deve, cioè, chiarire sufficientemente i presupposti, caratteri e contenuti del reato e poi può avvalersi in ristretti limiti di rinvii a norme secondarie.
di Stefano Civitelli
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