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Il reddito entrata come base imponibile IRPEF

L’adesione a generiche esigenze equitative e il tentativo di contrastare lo svuotamento delle basi imponibili hanno portato all’adozione di un diverso riferimento per la definizione della base imponibile dell’imposta personale:il reddito entrata.
Il concetto di reddito entrata definisce la base imponibile dell’imposta personale in termini di potenzialità o capacità di spesa del contribuente.Più precisamente,costituisce reddito fiscalmente rilevante quanto un individuo può consumare senza ridurre il livello del patrimonio iniziale.
Innovazione sostanziale rispetto alla nozione di reddito prodotto è costituita dall’inserimento nella base imponibile delle plusvalenze patrimoniali. L’allargamento della base imponibile rispetto al concetto di reddito prodotto se da un lato risolve i problemi dell’equità e svuotamento delle basi imponibili,dall’altro ne apre altri riconducibili alle concrete modalità di inserimento della base imponibile dei guadagni in conto capitale.
Infatti,i guadagni in conto capitale possono essere considerati in due momenti distinti:nel momento della maturazione oppure nel momento della realizzazione.
Introduzione nella base imponibile delle plusvalenze maturate su tutte le attività patrimoniali richiede infatti un grande sforzo di accertamento. Possono inoltre emergere problemi di liquidità nel pagamento di imposte su plusvalenze che non hanno assunto forma monetaria.
È diventato quindi giocoforza inserire nella base imponibile del reddito entrata le plusvalenze patrimoniali nel momento in cui sono realizzate,superando in questo modo le difficoltà di ordine amministrativo,ma aprendo altri problemi di non facile soluzione riguardanti:
l’aumento dell’aliquota marginale determinato dall’incremento della base imponibile
il trattamento della componente nominale delle plusvalenze.
L’introduzione nella base imponibile delle plusvalenze nel momento del realizzo provoca molto spesso un rilevante incremento del reddito tassabile.
Il secondo problema riguarda il fondamento equitative della tassazione delle plusvalenze puramente nominali.
In queste circostanze le possibili vie aperte al legislatore tributario sono 3 :
1. limitare la tassazione agli incrementi patrimoniali reali,escludendo dalla base imponibile la componente puramente nominale dell’aumento di valore.
2. introdurre aggiustamenti ad hoc nella base imponibile con lo scopo di contenere l’onere fiscale.
3. diminuire le aliquote dell’imposta personale al fine di creare uniformità di trattamento fra guadagni in conto capitale e reddito corrente ad livello di tassazione moderato.

di Mariarita Antonella Romeo
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