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Il regime tariffario nel trasporto aereo

Il Regolamento conserva il principio della libertà tariffaria introdotto dal precedente Regolamento che aveva determinato il definitivo superamento del sistema di approvazione autoritativa delle tariffe del trasporto aereo adottato fino a quel momento: ora i vettori aerei comunitari e quelli dei paesi terzi fissano liberamente le tariffe aeree passeggeri e merci.
Unica eccezione quelle tariffe determinate dallo Stato nell’ambito degli oneri di servizio pubblico; non c’è più nel Regolamento invece la possibilità di ritirare una tariffa aerea che fosse risultata eccessivamente alta rispetto all’insieme dei costi a lungo termine comprese un adeguato profitto, nonché di bloccare persistenti andamenti verso il basso dei corrispettivi non dipendenti da normali movimenti stagionali dei prezzi, di non semplice applicazione.
Più attenzione invece sulla tendenza da parte delle compagnie aeree di rendere pubbliche tariffe non comprensive delle tasse aeroportuali o di vari supplementi, determinando una scarsa trasparenza nei prezzi con effetti discorsivi della concorrenza: oggi è espressamente previsto che le tariffe aeree, offerte al pubblico, devono rendere palesi le loro componenti, indicando sempre il prezzo finale da pagare, distinguendo l’ammontare del corrispettivo del trasporto, dalle tasse, dai diritti aeroportuali, dagli altri diritti e supplementi connessi tra l’altro alla sicurezza o al costo dei carburanti, mentre gli eventuali supplementi di prezzo opzionali devono essere comunicati al passeggero prima della prenotazione in modo chiaro, trasparente e non ambiguo, e questi deve accettarli esplicitamente. Le tariffe passeggeri e merci non possono risultare discriminatorie sulla base della nazionalità o del luogo di residenza dell’utente o del luogo di stabilimento dell’agente del vettore aereo o di altro venditore di biglietti aerei.
di Elisabetta Pintus
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