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Il ritardo culturale

Ogburn è l’elaboratore della legge del ritardo culturale. Secondo questa teoria vanno distinti i mutamenti che si verificano all’interno della cultura non materiale (cambiamenti nel campo delle idee, dell’arte, della religione, dei costumi, degli ordinamenti sociali, della filosofia) dai cambiamenti della cultura materiale (della tecnologia, degli oggetti e dei loro processi immediati di produzione e d’uso). Secondo la teoria di Ogburn i mutamenti che avvengono nella cultura non materiale si sviluppano più lentamente di quelli della cultura materiale; la gente fa prima ad accettare nuovi prodotti materiali che ad adottare nuove norme e nuovi valori.
I motivi per cui certi aspetti della cultura non materiale non mutano con la stessa rapidità di quelli della cultura materiale sono i più vari: possono essere dovuti all’opposizione offerta ai cambiamenti da coloro che hanno acquisito particolari interessi; possono dipendere dall’abitudine, che causa lentezza nei mutamenti, oppure dalla forza di resistenza fornita dalla tradizione, che provoca timore nei cambiamenti.
G. Watson ha elencato le principali cause di resistenza al cambiamento, alcune proprie del sistema sociale, altre proprie dei singoli individui.
Per Watson i sistemi sociali stessi possono determinare una forma di resistenza, come la conformità alle norme, il rifiuto di ciò che è diverso, la coerenza sistematica e culturale, le credenze in cose sacre, etc; per quanto riguarda la resistenza offerta dai singoli individui  oltre all’abitudine va aggiunto il senso di precarietà dell’individuo, la tendenza a mantenere l’equilibrio raggiunto, il super-ego, etc.
A differenza di Ogburn, Foley sostiene che un cambiamento può verificarsi prima nella sfera non materiale con ritardo nella risposta da parte della cultura materiale. (es: cultura urbana degli emigrati delle zone rurali sottoposti ai messaggi dei mass media e certe culture urbane di certe popolazioni dei paesi in via di sviluppo che accettano i modelli di comportamento e i valori propri del modello occidentale senza che ne corrisponda un’analoga capacità produttiva.
Critiche alla teoria del ritardo culturale. Le più recenti rielaborazioni della teoria del ritardo culturale vogliono sostituire all’impostazione dicotomica di Ogburn (cultura materiale e non materiale) un sistema più complesso, che prenda in considerazione, accanto agli aspetti tecnologici, anche quelli psicologici e sociali, come pure gli sfasamenti determinatisi all’interno degli aspetti non tecnologici del sistema.
di Alessia Chiovaro
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