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Il ruolo dell’informazione nella determinazione degli equilibri di mercato

Secondo la concezione walrasiana: tutto ciò che è necessario conoscere per raggiungere i vari punti di ottimo è noto e quindi si ha un’informazione completa e la scelta del singolo è ottimale. Ed è possibile credere che le scelte di tutto il sistema economico siano ottimali. Se ciò è vero il sistema economico funziona in regime di piena occupazione e si raggiunge una situazione di ottimo paretiano: ossia di equilibrio tale che non si può migliorare la situazione di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun altro.
Se però si passa dalle scelte in condizioni di certezza all’incertezza, secondo una concezione non-walrasiana (cioè si ipotizza una situazione di informazione incompleta), i singoli non effettueranno scelte ottimizzanti e quindi il sistema economico non raggiungerà la piena occupazione.

Il modello Arrow-Debreu. Il modello è di stampo neoclassico, del quale accetta le ipotesi basilari sostenendo che si può raggiungere un equilibrio di piena occupazione rimovendo l’ipotesi di pienezza informativa.
Questi economisti cercano di formulare nuove teorie che possano prevedere e modificare ciò che accade nel futuro. Arrow/Debreu contestano all’analisi walrasiana il fatto di essere troppo statica poiché non tiene conto dell’elemento temporale e tiene conto della pienezza informativa.
Secondo A/D invece nella realtà non esistono delle scelte uniperiodali ma anche delle scelte intertemporali e per questo introducono nelle loro analisi l’elemento “tempo”. Quindi A/D oltre ai:
- Mercati pronti (che dipendono da scelte relative a beni già disponibili)
Introducono i mercati futuri, che a sua volta si distinguono in:
- Mercati a termine (relativi a beni non disponibili attualmente ma nel futuro): prevedono un prezzo pagato immediatamente e la consegna dopo un certo periodo
- Mercati futuri contingenti (la cui particolarità sta nel fatto che il perfezionamento del contratto si ha soltanto nel momento in cui si verifica un dato evento)
In questi 3 mercati le contrattazioni avvengono in via separata, e i prezzi dipendono dai differenti stati di natura.
In questo modello l’incertezza è neutralizzata, in quanto incorporata in ciascun stato di natura e nel prezzo del bene a cui quest’ultimo si riferisce. Pertanto essa non viene considerata come una variabile ma come una costante.
Peraltro è lo stesso meccanismo pluriperiodale della contrattazione a termine che impedisce di modificare l’incertezza attraverso un differente flusso di informazione (al contrario dei modelli non walrasiani).
L’approccio teorico di A/D è quindi del tutto deterministico ed esclude che le informazioni possano svolgere un ruolo nella fissazione degli equilibri di mercato.
A/D creano un modello in cui l’incertezza è presente, ma si simula una situazione di ottimo nel sistema economico anche in presenza di non completa informazione.
In una situazione di incertezza le scelte dei soggetti economici non sono ottimizzanti poiché essi cercando di proteggersi, ridurranno le loro scelte così si allontaneranno dalla situazione di piena occupazione.
Dato che il mercato a termine ha un’incertezza > di quello a pronti: è ovvio che il prezzo in tale mercato sarà minore di quello del mercato a pronti.
Nella fissazione del prezzo del mercato a termine si tiene conto dell’incertezza (che qui è oggettiva) in quanto il prezzo corrisponde: al trasferimento del rischio da un soggetto all’altro.
di Alessia Chiovaro
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