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Il secondo anno di vita

Ai bambini tra il primo e il secondo anno di vita viene dedicata l’attenzione meno specifica pur essendo questo gruppo d età considerato dalle operatrici il più difficile. I bambini di questa età vengono considerati di solito dei disturbatori, in quanto hanno perso interesse per i giochi per la primissima infanzia, ma sono ancora troppo piccoli per poter essere coinvolti nelle attività più strutturate destinate ai più grandicelli.
Un bambino, nel suo secondo anno, vuole soprattutto esercitare le sue nuove capacità di movimento, manipolazione e parola. Questo può essere spesso molto scomodo per gli adulti.
Una volta che ha imparato bene a muoversi carponi, un bambino piccolo può tentare finalmente di raggiungere la porta attraverso la quale è momentaneamente sparita la persona che si sta prendendo cura di lui. Può, con sua grande eccitazione, scendere le scale o aprire la porta che dà sul giardino.

Durante questo secondo anno, il bambino passa dalla quasi completa dipendenza dall’adulto alla capacità di mangiare da solo.
L’importanza che la nostra cultura attribuisce alla capacità del bambino di imparare ad usare il cucchiaio il prima possibile, può essere causa di stress. Permettere ai bambini di essere attivi quando mangiano, usando anche le dita, dà due vantaggi: primo, non sono sempre obbligati ad aspettare l’aiuto e il controllo dell’adulto; secondo, prendendo il cibo con le mani hanno la possibilità di fare nuove e varie esperienze tattili.
Un altro aspetto importante per i bambini di questa età è rassicurarli che, sebbene non sappiano ancora parlare, l’adulto sa capire quando hanno sete. Ci dovrebbe sempre essere una bottiglia d’acqua e dei bicchieri in un punto della stanza dove i bambini possano vederli e indicarli. Diversamente un bambino può sentirsi incapace di alleviare il disagio della sete , che può verificarsi mentre è assorbito nel gioco.
di Anna Bosetti
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