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Il secondo libro sui processi a cognizione piena

Il secondo libro è intitolato "del processo di cognizione", ma sarebbe più esatto dire "dei processi a cognizione piena", cioè dei processi di cognizione in cui il giudice emana la sua statuizione in ordine a chi ha ragione e a chi ha torto, dopo che entrambe le parti sono state messe in condizione di far valere tutte le proprie ragioni.
I processi di cognizione disciplinati dal secondo libro hanno carattere totalmente atipico: loro oggetto può essere qualsiasi diritto, purché affermato, indipendentemente da qualsiasi altro requisito.
Qualsiasi processo di cognizione dovrà necessariamente articolarsi in 3 fasi, che risultano con particolare chiarezza nella intitolazione dei primi tre capi del titolo primo del libro II; esse sono:
la fase introduttiva o preparatoria del processo, fase nella quale occorre individuare il giudice che dovrà conoscere la controversia e individuare le parti e il diritto fatto valere;
la fase istruttoria, destinata all'acquisizione al processo delle prove necessarie per conoscere i fatti controversi;
la fase decisoria, destinata a sussumere la fattispecie concreta, così come accertata tramite le prove, sotto la fattispecie legale astratta, allo scopo di trarne la statuizione finale circa l'esistenza o no del diritto azionato.
Il terzo titolo del libro II è relativo alle impugnazioni, cioè ai controlli che le parti possono provocare sulla validità e sulla giustizia della sentenza di primo grado o anche di quella d'appello.
Il titolo si articola in un primo capo relativo alle impugnazioni in generale, contenente disposizioni applicabili a tutti i mezzi di impugnazione, e in quattro capi successivi, ciascuno relativo ad un singolo mezzo di impugnazione; tra questi l'appello, volto a dare sfogo nel nostro ordinamento alla garanzia soggettiva dell'impugnazione ed a realizzare tendenzialmente il cosiddetto principio del doppio grado di giurisdizione, e il ricorso per Cassazione, volto ad assicurare la garanzia oggettiva dell'impugnazione, cioè l'esatta ed uniforme interpretazione della legge.
Il quarto titolo del libro II disciplina, infine, uno speciale processo a cognizione piena relativo alle controversie di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatoria, nonché alle controversie in materia di locazione di immobili urbani.
Le differenze tra cosiddetto rito ordinario, disciplinato dai primi tre titoli del secondo libro, il rito speciale del lavoro, disciplinato dal titolo IV, si sono ridotte di molto a seguito della riforma del rito ordinario disposto dalla l. 353/90.
Fuori dal codice è situata la disciplina del processo societario introdotto dal d.l. 5/2003 e di altri processi speciali a cognizione piena.

di Stefano Civitelli
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