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Il significato e sulla dinamica del tempo libero

Il tempo libero, quindi, è il tempo che resta a disposizione dell’individuo dopo aver lavorato, soddisfatto ai bisogni essenziali e atteso ad altri obblighi quotidiani, personali o familiari, e che utilizza nella maniera che ritiene più opportuna. È definito anche come un’attività diversa dagli obblighi di lavoro, familiari e sociali; come simbolo di appartenenza alle classi sociali più ricche; come tempo disponibile per svolgere attività sociali o come una funzione dei gruppi sociali.
Ciascuna di queste definizioni è legata al contesto storico e culturale nel cui ambito è stata creata, ma tutte considerano il tempo libero come qualcosa di residuale piuttosto che come elemento fondamentale nella vita dell’individuo.
Aristotele definì il tempo libero come il fondamento della cultura, la tensione dell’individuo verso la libertà dalle preoccupazioni quotidiane dal lavoro e quindi come una condizione dell’anima che attraverso la contemplazione ricerca la verità e la vera felicità.
La filosofia calvinista ha elaborato per contro una interpretazione etica del lavoro, come mezzo per sconfiggere l’ozio e raggiungere la salvezza, che ha condizionato per secoli il comportamento di intere società e un atteggiamento negativo nei confronti del tempo destinato ad attività non lavorative.
In epoca contemporanea, è definito come il tempo che l’individuo impiega in attività piacevoli, le attività piacevoli nel loro complesso. Nel tempo libero l’assenza di lavoro si troverebbe associata ad altri fattori riassumibili in “consumo di reddito”. Il consumo di tempo avrebbe natura composta, risultando dall’unione di ore libere e di reddito da consumare.

Oggi viene considerato come uno stato che pervade tutte le attività dell’individuo e viene percepito ogniqualvolta l’individuo si trova in una situazione di interazione ottima con l’ambiente. Si può raggiungere lo stato di tempo libero mentre si lavora, mentre si scrive una poesia, mentre si guida l’auto: lo stato di tempo libero risiede nell’individuo, non nell’attività. Sono centrali quindi i concetti di libertà di scelta e di azione dell’individuo e di motivazione intrinseca all’azione. Quindi, a livello aggregato sono messi in evidenza una competizione tra tempo libero e lavoro nel processo sociale di allocazione del tempo, mentre a livello di comportamento dei singoli l’assunzione rischia di diventare troppo stringente. Le scelte dei singoli sono ricondotte infatti a due forme di comportamento: che si dia priorità o al lavoro o al tempo libero; e che si considerino congiunti: il fatto che tempo libero e lavoro siano fusi insieme o invece siano separati nettamente, modifica anche sostanzialmente i ruolo che il tempo libero gioca nella vita del singolo, nonché la sua traduzione in attività ricreative e nella fruizione del bene vacanza.
di Elisabetta Pintus
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