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Il welfare italiano tra solidarietà e concorrenza

Quando all'inizio del 1991 il Tribunal dell’Herault decise di sottoporre alla Corte di giustizia delle Comunità europee la questione se l'ente incaricato della gestione di un regime speciale di previdenza costituisse un'impresa e abusasse della propria posizione dominante nel mercato comune, per molti giuslavoristi europei fu pressoché inevitabile pensare ad un nuovo e particolarmente insidioso episodio della tendenza alla progressiva "infiltrazione" del diritto comunitario della concorrenza sin dentro la sfera più interna della sovranità sociale nazionale.
Nel qualificare come impresa l'Ufficio federale del lavoro tedesco, e nel sancire che il semplice esercizio del monopolio pubblico del collocamento del personale direttivo ad esso attribuito integrava gli estremi dell'abuso ai sensi dell’allora art. 86 Trattato CE, la Corte di giustizia ha in effetti aperto un varco all'interno del quale neppure i regimi pubblici di previdenza sociale, primo pilastro dei sistemi nazionali di welfare state, avrebbero potuto più sentirsi al riparo dalle "incursioni" del diritto sovranazionale della concorrenza.
È noto come, nell'arco ormai di oltre un decennio, la Corte di giustizia abbia gradualmente affinato le proprie categorie interpretative, ridimensionando le preoccupazioni di quanti temevano un unilaterale e non mediata "penetrazione" delle regole della concorrenza e del mercato dentro i sistemi di solidarietà sociale.
Il bilancio della giurisprudenza comunitaria sui rapporti tra concorrenza e solidarietà rimane, tuttavia, denso di ombre e di irrisolti nodi problematici.
Il principale profilo critico di questa vicenda risiede nel fatto che l'elaborazione della Corte di giustizia è rimasta in certo senso intrappolata dentro una visione conflittuale, radicalmente dicotomica, del rapporto tra solidarietà e concorrenza, tendenzialmente concepite come "coppia d’opposti" che si escludono reciprocamente.
Si avverte da più parti l'esigenza di un adattamento delle regole di concorrenza alle istanze della solidarietà sociale.
La ricerca di questo punto di equilibrio e di bilanciamento è oggi agevolata dagli stessi sviluppi del processo di integrazione europea.
L'Unione europea ha, infatti, progressivamente collocato al centro della sua azione la rivitalizzazione del modello sociale europeo.
Concorrenza, competitività economica e solidarietà sociale sono concepite come due momenti entrambi ugualmente essenziali e fondanti di questo modello e di questa idea di Europa.
Ciò non significa che tale ricerca sia facile o che il punto di equilibrio, ovviamente dinamico, cui essa tende, sia agevolmente raggiungibile.
di Stefano Civitelli
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