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Impresa pubblica: ascesa e declino



L'impresa pubblica è caratterizzata dalla separazione tra proprietà e gestione. La proprietà appartiene allo Stato, non a soggetti privati. Il potere pubblico è responsabile di iniziative nel campo della costruzione di strade nazionali, di canali e nella costituzione della Prima e Seconda guerra mondiale. Attraverso l'impresa pubblica lo Stato interviene direttamente nell'economia.

Le imprese pubbliche fino alla seconda guerra mondiale

Nella maggior parte dei paesi occidentali, e in particolare in Europa, la grande stagione della nazionalizzazioni si era svolta nel trentennio successivo alla grande depressione. La nazionalizzazione riguardava sia attività preesistenti che la creazione di nuove e aveva assunto la forma sia di agenzia speciale che di società a capitale pubblico o misto. Il caso più macroscopico era rappresentato dalla Germania di Weimar, dove larghi settori non solo dei servizi e delle infrastrutture (poste, ferrovie, elettricità) ma anche della produzione (miniere, chimica, alluminio) erano finito sotto il controllo della mano pubblica. La riconversione industriale era vista come legata alla nazionalizzazione: la rigenerazione produttiva e razionale del sistema capitalistico poteva essere raggiunta solo tramite un'economia sottoposta al giudizio dei poteri pubblici. Con la guerra 1914-18 il processo di intervento degli organi statali nella vita economica aveva subito un'accelerazione e le successive crisi sociali e politiche del dopoguerra, i disastrosi effetti provocati sull'economia dalla crisi del '29 e la successiva lunga depressione, portarono ad un vero e proprio cambiamento del tradizionale funzionamento dell'economia di mercato. Si individuava, nell'intervento governativo, il rimedio ai fallimenti del mercato. Negli anni Trenta venne intrapresa una prima e intensa politica di nazionalizzazione, soprattutto nei paesi europei che avevano risentito di più della crisi, molto spesso per salvare imprese o intere industrie in crisi: in Italia nel 1933 era nato l'IRI, concepito come ente temporaneo per liberare le tre maggiori banche (banca commerciale, Credito Italiano e Banco di Roma) dei loro eccessivi immobilizzi. Vennero statalizzate anche le ferrovie (1905) e nacque l'Agenzia generale italiana petroli (AGIP, 1926). In Germania, prima dell'avvento del nazismo, lo stato venne direttamente coinvolto nella ristrutturazione del sistema bancario, diventando grande azionista delle principali Grossbanken: queste misure gli conferirono un gran potere su tutte le maggiori imprese. In Spagna venne imitato l'IRI italiano con la creazione dell'INI nel 1941 per stimolare l'industria nazionale. La Francia si spinse molto avanti sul terreno delle nazionalizzazioni: la più importante fu quella delle ferrovie e della Banca di Francia.
di Melissa Gattoni
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