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Interdipendenze generiche e divisionali decentrate

In alcuni casi, le combinazioni prodotto-mercato che vengono assoggettate a una comune direzione centrale presentano scarse o nulle relazioni tra loro, in questi casi si è in presenza di interdipendenze generiche.
Le relazioni tra le divisioni sono molto limitate e la loro gestione avviene attraverso la standardizzazione.
Alla direzione centrale spetta la gestione strategica del portafoglio di attività, la definizione puntuale dei confini dell’autonomia delle divisioni nelle decisioni strategiche relative all’area di business presidiata, il controllo dei risultati.
Quindi la struttura divisionale decentrata funziona con meccanismi di coordinamento e controllo simili a quelli di mercato, tanto che si può parlare di mercato internalizzato.
Tra gerarchia e mercato: il coordinamento in una forma divisionale
Nelle strutture divisionali il meccanismo di coordinamento che permette alla direzione centrale di controllare le prestazioni delle divisioni è la standardizzazione degli output. Si adotta un parametro economico-finanziario comune, che può essere il profitto o un’altra configurazione di ricavo, per misurare le performance divisionali.
A supporto di questo meccanismo di coordinamento vengono generalmente potenziate le attività degli analisti della tecnostruttura posta alle dirette dipendenze della direzione centrale. A tali organi spetta il compito di esplicitare in termini quantitativi la responsabilità organizzativa dei responsabili di divisione:
* specificando i contenuti e i limiti della responsabilità economica
* orientando il loro comportamento
* fornendo alla direzione centrale un indicatore sintetico di prestazione
Quanto maggiore è l’indipendenza tra i business gestiti dalle divisioni, tanto più importante diventa definire modalità eque a supporto dei processi decisionali per l’allocazione delle risorse da destinare alle iniziative che le singole divisioni intendono intraprendere.
Facendo leva sulla standardizzazione degli output, nella struttura divisionale si crea un vero e proprio mercato interno dei capitali, in cui le divisioni competono tra loro pera accaparrarsi le risorse necessaire alla realizzazione delle proprie iniziative.
In realtà si tratta di un quasi-mercato, in quanto i meccanismi tipici del mercato sono mediati dalla direzione centrale, che non valuta solo la redditività dei singoli progetti, ma utilizza le informazioni fornite dal sistema di controllo delle prestazioni per gestire in modo coordinato il portafoglio strategico delle attriti e influenzare le traiettorie di sviluppo delle singole divisioni, favorendone alcune piuttosto che altre.
Interdipendenze sequenziali e divisionali accentrate
In presenza di interdipendenze sequenziali, la teoria organizzativa suggerisce di adottare la programmazione come strumento di coordinamento.
La forma divisionale accentrata è una soluzione efficace ed efficiente in presenza di interdipendenze sequenziali tra le divisioni, come nel caso in cui le diverse unità producano semilavorati complementari nello sviluppo di un unico prodotto finito.
In questa variante della forma divisionale, il grado di decentramento decisionale è ridotto e la direzione centrale non solo pianifica la strategia e lo sviluppo delle singole divisioni, ma orienta e coordina in modo direttivo i comportamenti anche attraverso la definizione centralizzata dei valori sui quali devono essere misurati gli scambi di materiali, semilavorati o prodotti finiti tra le divisioni.
La centralizzazione permette all’impresa di ottimizzare i rapporti con i fornitori e di ottenere economie di scala nei lotti di acquisto.
di Giulia Mestre
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