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Intermediari orientati alla formazione di un margine da commissioni

La loro gestione caratteristica consiste nella produzione/distribuzione di servizi finanziari che non hanno funzione di finanziamento e che quindi non sono remunerati da un prezzo riferito all’uso del capitale (interesse, cedola, dividendo, plusvalenza). Tali servizi sono remunerati da provvigioni e commissioni.
Il margine da commissioni (o margine provvisionale) sarà dato dalla differenza tra tali ricavi per provvigioni e commissioni su servizi e i costi operativi.
A questa rappresentazione di C.E non può essere affiancata una struttura di S.P caratteristica e distintiva. Dato che gli intermediari di questo tipo non assumono posizioni verso terzi con attività e passività finanziarie, lo SP contiene all’attivo essenzialmente investimenti di capitale circolante o di capitale fisso di carattere tecnico.
I servizi finanziari che generano un flusso da commissioni possono essere classificati in (facendo riferimento agli intermediari che concretamente li producono):
Servizi di incasso/pagamento: servizi connessi con l’uso degli strumenti di regolamento degli scambi; essi sono prodotti principalmente dalle banche per conto della clientela; anche le imprese di factoring svolgono servizi di incasso di crediti ceduti a beneficio della clientela cedente.
Servizi di intermediazione mobiliare, riferiti alla gestione di valori mobiliari in nome e per conto terzi (imprese emittenti titoli e investitori individuali e istituzionali). Essi comprendono: la raccolta ordini, negoziazione o esecuzione degli ordini (attività tipica del broker); la custodia e amministrazione statica di valori mobiliare, gestione dinamica individuale degli stessi; organizzazione, sottoscrizione e collocamento di nuove emissioni mobiliari; il risk management. Gli intermediari produttori di questi servizi sono le banche, le imprese di investimento o SIM, le società di gestione del risparmio, le investment bank.
Servizi di consulenza: la consulenza può riguardare la totalità dell’attività finanziaria ed è quindi una categoria aspecifica. Tale attività è in genere svolta in condizioni di complementarietà con altre attività finanziarie la cui clientela presenti bisogni finanziari molto focalizzati ed evoluti (es clientela riferibile a aree d’affari di corporate e private banking). Dunque l’offerta può essere costituita da banche, sa SIM e da investment bank.
Tale modello di economicità si caratterizza soprattutto per le competenze di processo e di prodotto, piuttosto che per alcuni profili caratteristici e distintivi di SP e CE.  Conseguentemente la gestione è esposta a un normale rischio d’impresa.
Con riferimento allo svolgimento dei servizi di intermediazione mobiliare gli intermediari relativi assumono le caratteristiche operative del dealer (che a sua volta può assumere la configurazione di market maker), che produce tipicamente un margine da plus/minus-valenze (costituito contabilmente dalle differenze tra i prezzi di vendita dei diversi titoli e i rispettivi valori di carico).
di Alessia Chiovaro
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