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Jiang Jieshi – Mario Sabattini e Paolo Santangelo

Si vennero approfondendo una serie di contrasti tra lo stesso Jiang Jieshi e il governo nazionalista, del quale facevano parte alcuni comunisti che, qualche tempo dopo, andarono incontro ad una violenza persecuzione. Subito dopo, Jiang Jieshi stabilì a Nanchino un proprio governo che si contrappose inizialmente all’altro governo del Guomindang, situato a Wuhan, che poi tuttavia si riavvicinò a Jiang dopo aver rotto l’alleanza con i comunisti.

L’anno successivo Jiang Jieshi potè quindi riprendere le operazioni militari contro il Nord, che si conclusero con l’occupazione di Pechino. Tuttavia il regime nazionalista non riuscì a ricostituire l’unità nazionale: il nuovo governo dovette spartire il potere con i vari signori della guerra, pur consolidando il proprio potere a Nanchino. Determinanti per la sopravvivenza del regime, furono il sostegno delle banche di Shangai e l’appoggio delle potenze stranieri. Se il regime di Nanchino riuscì a garantire una relativa stabilità e una relativa prosperità alle grandi città, del tutto negativo fu la sua politica in campo agricolo, con i contadini poveri tra i più poveri al mondo.
di Domenico Valenza
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