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L'ambiguità del paradosso


Ultima figura imparentata col paradosso è l’ambiguità, caratterizzata dalla capacità di instaurare il dubbio. L’ambiguità si distingue dal paradosso in quanto è molto meno schierato di esso.

In pubblicità esistono soltanto i paradossi testuali: sarebbe suicida, nonché eccezionalmente difficile utilizzare quelli logici a scopo pubblicitario. Le pubblicità della Wolkswagen nell’America degli anni ’50 e ’60 possiedono queste caratteristiche. La conferma è data da due elementi: in primis introduce il nuovo e inoltre il paradosso vero è costituito dal prodotto, e in America VW lo era.

Nella comunicazione pubblicitaria il paradosso svolge tre ruoli: attira e fa soffermare l’attenzione; fornisce il piacere del testo e in virtù di ciò rende spesso la comunicazione più memorabile.

La violazione/rovesciamento delle aspettative non è necessariamente un paradosso. Il paradosso è senza mediazioni; invece, lo spazziamento sono sottili, lenti, costruiscono con cura le loro aspettative.

Tratto da LA COSTRUZIONE PUBBLICITARIA DELLA MARCA di Domenico Valenza
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