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L'approccio al testo letterario nelle scuole


A tutto questo nella scuola si è aggiunto un altro pericoloso tipo di attacco alla centralità della lettura. L’uso ossessivo di griglie e schemi per l’analisi del testo, metodo che certo non avvicina un ragazzo alla centralità di esso. Prima cosa è leggere, confrontarsi con la concreta vita delle parole della letteratura. Se si vogliono invogliare i giovani a leggere dobbiamo partire dal senso di esperienza, dal deposito simbolico che i testi comportano, dalla loro capacità di mettere in gioco i dati essenziali dell’esistenza, i temi che al critico sofisticato possono sembrare banali ma che sono vitali per i giovani: amore, vita, morte, felicità, violenza, realizzazione.Solo compreso ciò si può passare ad una consapevole analisi storica e critica. Analizzare un testo entro griglie e secondo teorie prestabilite, che sono una goccia nell’oceano delle varie visioni di quell’opera, non giova a nulla.Altro dato che troppo spesso viene tenuto in disparte è quello del contributo dello studio della letteratura alla coesione del tessuto sociale. Pur negli innumerevoli conflitti, le società moderne hanno creato un orizzonte civile comune, che va alimentato e difeso, nei suoi valori collettivi e solidali, contro il rischio di rendere tutta la vita subalterna alle leggi del mercato e della pubblicità. Ciò impone di fare maggiore attenzione all’orizzonte etico e civile della dimensione letteraria. Non si tratta di riprendere il modello desanctisiano, anche se alcuni valori di fondo andrebbero senz’altro trasmessi, ma la tensione etica e civile che combatte la cialtroneria di quanti oggi lavorano per disintegrare l’unità culturale, civile e istituzionale del nostro paese, certamente si.La letteratura, per fare ciò deve salvare la memoria, che come dice Marias, non è un qualcosa di semplicemente conoscibile. È invece una creatura sfuggente, da approcciare socraticamente, e non da scaraventare a palate dentro enormi contenitori informatici. La ricerca della memoria è ottativa, e dunque escatologica e fatta più di lenti avvicinamenti che di veloci traguardi. Senza la memoria non siamo nulla. La letteratura va salvata principalmente per questo.

di Gherardo Fabretti
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