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L'esperienza dei lavoratori socialmente utili

Prima di parlare dei lavoratori socialmente utili, è necessario specificare la distinzione esistente tra un sistema di welfare ed uno di workfare. Welfare significa "benessere, assistenza, sussidio pubblico, aiuto sociale" ed indica un sistema che tenda ad aiutare un lavoratore bisognoso tramite interventi previdenziali ed assistenziali. Il concetto di workfare, invece, è diverso: in cambio dell'aiuto sociale, del sussidio, dell'intervento previdenziale ed assistenziale, il ricevente deve eseguire un'attività di assistenza, di utilità sociale. 
Il concetto di lavoro socialmente utile, introdotto dal D.Lgs.468/1997 proprio per promuovere l'occupazione di nuovi lavoratori o occupare temporaneamente quelli che godono di trattamenti previdenziali (indennità di mobilità o di disoccupazione, CIGS), prevede che il soggetto venga impegnato in un'attività di utilità sociale, all'interno di progetti predisposti da soggetti pubblici e privati. L'esperienza dei 
l.s.u. avrebbe dovuto dare un contributo al sistema occupazione, riqualificando alcuni e collocandone altri, cosa che, invece, non è accaduta. Il D.Lgs.81/2000 ha soppresso buona parte delle tipologie di l.s.u. 
di Alessandra Infante
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