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L'importanza del collage nelle avanguardie degli anni 10

Le avanguardie degli anni ‘10 rappresentano nella storia dell’arte una frattura, legata alla diffusione dell’industrializzazione, alle scoperte scientifiche, cesura che investe anche i metodi operativi e materiali dell’opera. La prima innovazione tecnica che le avanguardie introducono è il COLLAGE, composizione di materiali diversi su un supporto, prelievo di materiali extrartistici e il montaggio sullo spazio della rappresentazione. Il collage nega la manualità ( della pittura ad es. ) ed esalta la
scelta, la possibilità di conferire un significato a materiali poveri e di scarto. Il primo ad utilizzare un collage come tecnica artistica è Pablo Picasso nel 1912 e subito dopo Braque, introducono nei loro lavori frammenti di carte che mimano elementi di natura diversa. La storia dei papiers collés comincia nell'estate del 1912 quando Braque, per primo, usa frammenti di carta da parati per ultimare una serie di disegni a carboncino. Picasso, entusiasta del procedimento, realizza allora la
Nature morte à la chaise cannée (Natura morta con sedia impagliata), una tela ovale in cui la sedia è trasfigurata da un pezzo di tela cerata incorniciata con una vera corda grezza: una tela che è il "manifesto" del collage. Da quel momento la "nuova" tecnica dilaga negli ambiti più avanzati della ricerca visuale. Già nel 1913 Picasso impiega materiali anche non cartacei come strisce di stoffa,frammenti di lamiera, sabbia e perle. Non sempre utilizza colla, a volte anche spilli. L’introduzione del collage corrisponde al passaggio dalla fase analitica a quella sintetica della pittura cubista. I "papiers collés" sono delle opere d'arte che, come suggerisce il nome francese, sono realizzate mediante l'accostamento di pezzi di carta (carta di giornale, carta da parati...) incollati sulla tela per rendere l'idea dei diversi materiali rappresentati (come il legno, ad esempio) e accostati al disegno a carboncino e/o a pastello. La diffusione si deve al cubismo sintetico, grazie alle opere di Pablo Picasso, Georges Braque e Juan Gris e fu la più grande novità apportata alla pittura da questo movimento. Il procedimento è analogo al collage (che anch'esso si era diffuso nei primi anni del 1900, con il cubismo e il futurismo) che invece permette di incollare ogni tipo di materiale, non solo la carta. I futuristi italiani utilizzano il collage come tecnica moderna, un modo per infrangere la tradizione, una tecnica in sintonia con la velocità, il cambiamento. È Gino Severini a sperimentare per primo la nuova tecnica, sotto l’influenza cubista, nel 1912 incolla dei lustrini sul vestito dipinto della sua Ballerina blu (1912). Carlo Carrà produce i risultati più originali, esemplare è Dimostrazione interventista, 1914 in cui frammenti di giornale, di pubblicità, di parolibere di Martinetti e partiture musicali si dispongono a spirale, sulla quale il pittore interviene con inchiostro
e tempera. Max Ernest con un procedimento mentale, ancora prima che tecnico, introduce elementi inconsci nella composizione, inserisce foto nei disegni o viceversa. Nei surrealisti la tecnica del collage si coniuga con una casualità ricercata: Hans Arp con le sue carte strappate e incollate con casualità (ciò che fa Andrè Breton con un testo). Dopo la prima guerra mondiale il collage assume significati politici, in cui le foto sono accostate a parole e frasi per costruire racconti. Nei fotomontaggi sovietici come in quelli di Rodtchenko la fotografia è usata per la sua esattezza documentaria garantendole un potere persuasivo, la parola svolge un ruolo essenziale.
Il collage accentua la bidimensionalità della superficie, perché rinuncia alle ombre e alla prospettiva per la 3D, attribuisce matericità a quelle che prima erano solo immagini.

di Alessia Muliere
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