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L'indagine filosofica di George Berkeley

George Berkeley nacque a Dysert in Irlanda nel 1685 e partì dall’empirismo per una difesa dei valori spirituali e religiosi. Tra le sue opere, citiamo l’Alcifrone, dialogo polemico contro i liberi pensatori del tempo. Berkeley ritiene che la causa principale degli errori in filosofia sia la credenza che il nostro spirito possiede la capacità di formarsi idee astratte.

Lo spirito umano, quando ha riconosciuto che tutti gli oggetti estesi hanno qualcosa in comune, isola questo elemento comune e forma l’idea astratta. Berkeley nega ciò, affermando che esistono solo idee particolari e che l’idea di un uomo è sempre quella di un uomo particolare.

Negate le idee astratte, Berkeley nega anche le qualità primarie, sostenendo che non esistono senza le secondarie e una mente che le pensi, e la sostanza materiale, che non può essere dimostrata e non può fungere da causa attiva delle idee. Berkeley afferma che la realtà consta di idee che per esistere hanno bisogno di essere percepite (esse est percipi). Tutti i corpi non hanno sussistenza senza una mente e tutto ciò che esiste è idea (pensata) o spirito (pensante).

Il nostro spirito può agire sulle idee e unirle, ma non ha nessun potere sulle idee che noi chiamiamo cose naturali. Devono dunque essere prodotte in noi da uno Spirito superiore che è Dio. Lo spirito finito (l’uomo) riceve dunque passivamente le idee, e lo spirito infinito (Dio) invia attivamente le idee. Le leggi di natura sono le regole fisse con cui Dio produce in noi le idee.

Berkeley mostra il vantaggio per la religione da questa negazione della materia. L’alternativa è tra materialismo e spiritualismo. Se si ammette che la materia è reale, l’esistenza di Dio diventa inutile perché la materia diventa la causa delle cose e si nega ogni disegno provvidenziale. Bandita la materia, non si può ricorrere che a Dio per spiegare l’origine e la bellezza delle nostre idee.

A proposito degli idealisti, Russell dirà che essi sono coloro che vorrebbero sostenere che i treni hanno ruote solo in stazione, dato che i passeggeri non possono vedere le ruote finchè sono sul treno. Il buon senso rifiuta di credere che le ruote comincino ad esistere solo quando guardate.
di Domenico Valenza
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