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L'informale dopo le avanguardie, Lucio Fontana

LA PITTURA SI FA MATERIA

Gli artisti informali coniugano materia e gesto, Tapies dal 1953 impasta la resina sintetica con sabbia, gesso, calce o polvere di marmo. Lavora con tele preparate industrialmente, sulle quali stende polvere di marmo mescolata a smalto alchilico, usato per la tinteggiatura degli edifici. In seguito Tapies interviene con punte, lame, oggetti e mani per lasciare delle impronta. Alberto Burri ha eletto i cretti a soluzione espressiva negli anni 70: opere monocrome bianche o nere a base di acrilicovinilico su cellotex. Il disegno delle fessure è dovuto alla diluizione della miscela, dello spessore e dell’essiccamento. Fautrier e Debuffet utilizzano la pittura di impasto, spessa e grossolana. Fautier olio, tempera e pigmenti uniti a colla, tutto lavorato con spatole rigide che vi lasciano il segno. Anche Debuffet dagli anni 40 incorpora al colore ad olio catrame, intonaco, fango, vetro, ciottoli..

COMBUSTIONI

Nell’informale anche i procedimenti distruttivi come le combustioni, cioè interventi con il fuoco assumono dimensione estetica. Su questo versante si distingue l’opera di Burri che effettua combustioni nel ‘56, induce il degrado come fattore qualificante, usa la fiamma ossidrica come fosse un pennello. Nel ‘58 sperimenta anche il cellophane trasparente, interviene con la fiamma ossidrica e poi modella manualmente buchi e grumi. La sofferenza della materia come quella individuale e collettiva. Le plastiche prive di supporto, tese sul telaio di alluminio e appese alla parete come quadri. Anche Parmiggiani ricorre al fuoco, con la serie delle Decolorazione, usa la fuliggine delle combustioni che si deposita sulle pareti e risparmia le aree occupate dagli oggetti, sul concetto del calco.

I GESTI DI LUCIO FONTANA


Fontana protagonista del gesto informale, sin dal 1949, infrangendo la tela con buchi e tagli, egli superò la distinzione tradizionale tra pittura e scultura, negando la bidimensionalità del dipinto verso una dimensione indefinita “concetto spaziale”. I buchi sono realizzati con punteruoli a punta triangolare o quadrangolare. I tagli inizialmente sono realizzati su alcuni inchiostri, opere già finite e in un primo momento sono vari e paralleli, quando invece si tratta di un solo taglio è di dimensioni migliori, Fontana applica una garza nera sul retro per evitare che la luce filtri, il taglio allude ad uno spazio mentale.


di Alessia Muliere
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