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L'organizzazione dell'offerta per le aree protette

L'ORGANIZZAZIONE DELL'OFFERTA. Organizzare un'offerta pone diversi problemi a seconda che le aree siano destinate ad attività ricreative o di conservazione. La domanda in tutte le sue forme è fondamentale: tempo a disposizione degli utenti; distanza tra luoghi di residenza e area protetta; caratteristiche socio economiche degli utenti e loro propensione alle attività ricreative all'aperto. Nella pianificazione poi possono intervenire elementi di conflitto con gli usi concorrenti dell'area, come l'agricoltura. Infine la fruibilità dei servizi del parco deve risultare compatibile con la capacità di carico e di portata di una data area. Quest'ultimo è un concetto complesso che per essere realizzato deve tenere conto di tre elementi:
- Obiettivi dell'autorità di gestione.
- Attitudini degli utilizzatori.
- Impatto degli utilizzatori sulle risorse fisiche.

Il divario tra uso dell'area e sua conservazione può essere superato ricorrendo a vari strumenti:
- Amministrativi: regolamentazioni, vincoli, prescrizioni e autorizzazioni.
- Economici: incentivi, disincentivi, tariffe.
- Finanziari: compensazioni.

Occorre poi superare la visione dei parchi come vincoli alle attività locali e vederli invece come elementi funzionali nell'assetto del territorio e nello sviluppo dell'economia locale. Il maggiore ostacolo allo sviluppo economico del parco è poi dato dalla debolezza delle reti locali, che reti non sono. Bisogna poi rafforzare le identità delle comunità locali e far nascere un nuovo spirito di collaborazione tra i soggetti che operano sul territorio, specie dei privati, che occupano gran parte del suolo. Il settore non profit poi è sempre più da coinvolgere, non sostituendo l'operatore pubblico. Il non profit dovrebbe erogare i servizi, mentre l'operatore pubblico dovrebbe formulare le politiche di intervento, stabilire le priorità e prendere decisioni sui finanziamenti per la fornitura pubblica di servizi.
di Gherardo Fabretti
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