Skip to content

L’EREDITABILITA’ CAMBIA DURANTE LO SVILUPPO

Nonostante sia ragionevole pensare che le differenze genetiche  per g diventino meno importanti con l’accumularsi delle esperienze, è vero il contrario, ovvero i fattori genetici diventano a mano a mano più importanti per g nel corso della vita: ciò è stato dimostrato con uno studio che confronta le correlazioni di g tra genitori e figli, partendo dall’infanzia ed arrivando all’adolescenza: le correlazioni man mano che si cresce aumentano e la medesima cosa avviene anche per le correlazioni tra madri biologiche e figli dati in adozione, la stessa cosa avviene anche per le correlazioni tra gemelli.
In conclusione: l’ereditabilità aumenta con l’età: nell’età adulta è maggiore!
COME MAI L’EREDITABILITA’ AUMENTA DURANTE LA VITA?
Una possibilità è che gli effetti genetici relativamente piccoli nelle prime fasi di vita aumentino vorticosamente durante lo sviluppo, creando effetti fenotipici via via maggiori.
Inoltre, sembra che l’effetto dell’ambiente condiviso sembra decrescere con lo sviluppo: l’effetto dell’ambiente condiviso viene stimato come la quota della somiglianza tra fratelli che non può essere spiegata da fattori genetici.
Gli studi sulle adozione forniscono prove sull’importanza dell’ambiente condiviso nella fanciullezza: figli dati in adozione mostrano valori di QI maggiori rispetto ai valori di QI dei genitori biologici, ciò suggerisce che i valori di QI aumentano quando i figli di genitori con QI al di sotto della media vengono adottati da genitori i cui QI sono superiori alla media; inoltre fratelli non geneticamente correlati, adottati dalla stessa famiglia, mostrano una correlazione di 0,30 per g, ma ciò vale solo nella fanciullezza, infatti un ulteriore studio che ha confrontato fratelli non geneticamente correlati più vecchi fornì un risultato differente, infatti se all’età di 8 anni la correlazione per il QI era di 0,26, a distanza di 10 anni la correlazione era pari a zero.
In conclusione: l’effetto dell’ambiente condiviso è importante durante la fanciullezza, ma decresce con l’età adulta, con l’aumentare delle esperienze extra-familiari.
Riassumendo: dall’infanzia all’età adulta, l’ereditabilità di g aumenta, ma l’importanza dell’ambiente condiviso decresce.
I FATTORI GENETICI CONTRIBUISCONO AI CAMBIAMENTI CHE AVVENGONO DURANTE LO SVILUPPO?
I fattori genetici subiscono dei cambiamenti in funzione all’età, ovvero l’effetto dei geni ad una determinata età è differente rispetto a quelli che si osserva ad un’altra età.
Uno studio sui gemelli e sui fratelli adottivi, dall’infanzia alla fanciullezza, ha dimostrato che esistono cambiamenti negli effetti genetici in due importanti momenti di transazione dello sviluppo:
1) dall’infanzia alla prima adolescenza, in cui g cambia rapidamente con lo sviluppo del linguaggio;
2) dalla prima alla media fanciullezza, all’età di 7 anni.
Molta dell’influenza genetica su g è caratterizzata dalla continuità, cioè i fattori genetici che intervengono durante l’infanzia lo fanno anche durante la prima e la media fanciullezza; tuttavia, alcune nuove influenze genetiche entrano in gioco al passaggio dall’infanzia alla prima fanciullezza. Questi nuovi fattori genetici continuano a condizionare g per tutta la prima e la media fanciullezza; similmente nuove influenze genetiche emergono al passaggio dalla prima alla media fanciullezza.
Ma, sebbene le influenze genetiche su g durante la fanciullezza siano in larga misura le stesse che condizionano g nell’età adulta, ci sono alcune prove di un cambiamento negli effetti genetici tra questi due periodi di vita.
Anche le influenze dell’ambiente condiviso agiscono su g durante la fanciullezza, ma a differenza degli effetti genetici che contribuiscono sia alla continuità sia al cambiamento, gli effetti dell’ambiente condiviso contribuiscono solo alla continuità.
di Anna Battista
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.