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L’adhocrazia

Il comitato nuovi prodotti viene collocato in staff alla direzione generale. È costituito dai rappresentanti del marketing, della produzione, della R&S e di altre aree funzionali dell’impresa , questo organismo ha in genere il compito di valutare i progetti relativi ai nuovi prodotti nei momenti critici del loro iter: la decisione di avviare un progetto, la decisione di abbandonarlo o proseguirlo ad un certo istante, l’approvazione del piano di lancio del nuovo prodotto sul mercato.
Lo sviluppo vero e proprio dei nuovi prodotti viene affidato a gruppi di lavoro che perseguono questo specifico obiettivo, occupando il secondo livello nel modello organizzativo che stiamo esaminando. La squadra viene formata con elementi delle varie funzioni e ha il compito di realizzare il progetto in tutte le sue fasi. Il grado di autonomia concesso al gruppo di lavoro e al project manager che ne è responsabile può essere più o meno elevato, come del resto lo stock di risorse dedicate al progetto, a partire dalla quota del tempo di lavoro delle figure specialistiche assorbita dal progetto stesso.
Le due strutture dunque coesistono, svolgendo compiti diversi e complementari. Si distinguono dal resto dell’organizzazione per il fatto di funzionare sulla base dell’interazione comunicativa e dell’andamento reciproco tra i membri che vi operano. Si tratta di strutture adhocratice (Mintzberg).

L’adhocrazia è il modello organizzativo generale adottato dalle organizzazioni che gestiscono livelli di complessità molto elevati. Il principale meccanismo di coordinamento è il reciproco adattamento.
I gruppi di lavoro hanno comunque la necessità di interagire con le funzioni stesse, per le attività del processo che devono essere svolte al loro interno e per usufruire delle conoscenze e competenze racchiuse nelle funzioni. Quindi l’adattamento reciproco costituisce la modalità di coordinamento sia interno che esterno alle strutture dedicate ai progetti di innovazione.
Spesso però il processo di sviluppo di nuovi prodotti viene organizzato in modo diverso. Da una parte ci sono le imprese che innovano il prodotto nell’ambito della R&S, altre che pongono il processo nel dominio del marketing. In particolare i progetti di sviluppo possono venire affidati alle direzioni di prodotto esistenti. Una soluzione diversa consiste nell’istituire una direzione che ha il compito specifico dello sviluppo dei nuovi prodotti, collegata direttamente alla direzione generale.
Le strutture adhocratiche cercano di favorire il dialogo tra diversi punti di vista integrandoli in modo flessibile.
Questi meccanismi segnalano il rilevo critico che le relazioni tra funzioni o tra attività generatrici di valore assumono per la riproduzione e il rafforzamento del vantaggio competitivo.

Gestire l’innovazione non significa realizzare i relativi progetti all’interno dell’impresa. A volte il processo di sviluppo interno viene evitato ricorrendo a risorse esterne: acquisendo un’altra impresa, acquistando un brevetto, ottenendo una licenza di produzione. Più frequentemente però  il processo è misto, in parte interno e in parte esterno. Un esempio è offerto dall’imitazione innovativa, realizzata da un’impresa che imita il nuovo prodotto introdotto nel mercato da un concorrente, ma al contempo riesce a ottenere un certo grado di differenziazione sviluppando un’innovazione di tipo incrementale. La formula mista emerge quando l’impresa utilizza nei propri processi innovativi fonti esterne di idee, conoscenze e servizi.

Il coinvolgimento di soggetti esterni nei progetti di innovazione dell’impresa richiede lo sviluppo di relazioni cooperative. La cooperazione può coinvolgere diversi tipi di soggetti collegati all’impresa focale nella rete del valore, che diventa una rete dell’innovazione:
- Clienti
- Fornitori di input materiali o di servizi
- Imprese dello stesso settore
- Imprese di settori affini, complementari
- Istituti e laboratori di ricerca.

Ad esempio il coinvolgimento dei subfornitori nella progettazione dei componenti che entrano nel prodotto finito rappresenta una politica diffusa di molte imprese committenti, che sono portate a selezionare le aziende di fornitura sulla base delle competenze progettuali e della capacità di partecipare ai processi innovativi in una logica di partnership.
di Giulia Mestre
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