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L’ambiente e la tecnologia

Per tecnologia si intende il complesso delle condizioni tecniche e organizzative che rpesiedono ai processi di trasformazione materiale, spaziale e temporale degli input produttivi.
La tecnologia può essere analizzata secondo due diverse prospettive: prospettiva oggettivistica e prospettiva fenomenologica. I due punti di vista si differenziano per il diverso grado di variabilità e per come ne risulta influenzata la progettazione organizzativa.
Prospettiva oggettivistica: considera la tecnologia un fattore oggettivo dato, di un insieme di mezzi e metodi legati da relazioni di causalità, attraverso i quali si realizza il processo di trasformazione al fine di realizzare un prodotto o servizio intermedio o finale.
Prospettiva fenomenologica: interpreta la tecnologia come un elemento ambiguo, declinato e attivato dagli stessi attori organizzativi. Rappresenta una catena mezzi-fini ma è socialmente costruita, cioè assume il senso che l’organizzazione stessa le attribuisce.
Prospettiva oggettivistica
Il filone oggettivista si è occupato dell’analisi del rapporto della tecnologia con la struttura organizzativa e con la professionalità dei lavoratori e di come le scelte strategiche possono influire sull’uso della tecnologia.
Bright propone l’analisi della tecnologia secondo tre dimensioni: l’estensione ovvero il grado di diffusione della meccanizzazione, il livello che rappresenta il grado di meccanizzazione di una data operazione produttiva, la penetrazione che rappresenta il grado di meccanizzazione di operazioni produttive secondarie o terziarie.
Woodward ha definito una scala di misurazione della complessità tecnologica, ha posto in rilievo l’esistenza di una relazione diretta tra tecnologia e struttura, e ha indicato alcune caratteristiche che accomunano gli estremi della scala delle complessità. La scala individua gradi crescenti di complessità:
* produzione unitaria o a piccoli lotti: equivale alla produzione artigianale in cui il processo produttivo è attivato dalla domanda
* produzione di massa: ha un ciclo di lavorazione standardizzato che opera su larga scala e si avvale di processi produttivi e attrezzature specializzate
* produzione a processo continuo: realizza un output altamente standardizzato mediante trasformazioni legate in modo continuo.
La crescita della complessità tecnologica si accompagna:
- all’aumento del numero medio di livelli gerarchici
- all’aumento dell’ampiezza del controllo dei manager
- all’incremento del rapporto tra personale direttivo e operativo
- all’incremento del rapporto tra lavoratori indiretti e lavoratori diretti
Thompson individua una scala di misurazione della complessità basata sul tipo e sul livello d’interdipendenza tra unità organizzative; la complessità tecnologica cresce secondo l’ordine che segue:
* tecnologie seriali: quelle in cui i flussi fisici o informativi sono unidirezionali (interdipendenze sequenziali)
* tecnologie intermediarie: quelle in cui esistono interdipendenze generiche tra utilizzatori autonomi
* tecnologie intensive: l’interdipendenza è reciproca.
di Giulia Mestre
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