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L’equilibrio finanziario della banca

E’ intuitivo che la banca debba essere costantemente "liquida", cioè in grado di far fronte in ogni momento a un elevato volume e varietà di potenziali obbligazioni di pagamento a vista. In tale contesto operativo, il problema dell’equilibrio finanziario e della liquidità assume grande complessità e criticità.
L’equilibrio finanziario della banca è sinteticamente espresso dal saldo dei flussi finanziari in entrata e in uscita nel corso di un determinato arco temporale. Si tratta di un aspetto fondamentale della gestione: da un lato è necessario rispettare il vincolo di una sequenza di saldi costantemente positivi (evidenza della capacità di far fronte agli impegni di pagamento); dall’altro lato, i saldi non possono essere "eccessivi" poiché ciò indicherebbe un impiego inefficiente delle risorse (costo opportunità dei saldi monetari).
I flussi finanziari si possono classificare -per tipo di fattore causativo- in:

* Flussi finanziari positivi:
variazioni positive di passività finanziarie
variazioni negative di attività finanziarie
variazioni negative di attività reali
variazioni positive dei mezzi propri per nuovi conferimenti di provenienza esterna
ricavi finanziari e non finanziari

* Flussi finanziari negativi:
variazioni negative di passività finanziarie
variazioni positive di attività finanziarie
variazioni positive di attività reali
costi finanziari e non finanziari
imposte e tasse
dividendi

Nb: i movimenti delle voci considerate producono variazioni monetarie –cioè della "cassa", soltanto se hanno contropartita monetaria. (Ciò si rende necessario per rappresentare l’equilibrio finanziario in senso stretto, cioè monetario). Esempi:
gli interessi passivi sui depositi normalmente dà luogo a un accredito degli interessi stessi sui rispettivi depositi e trova perciò una contropartita non monetaria in u aumento delle passività che non corrisponde a un’entrata di cassa (diversamente dai versamenti); si realizza così una compensazione tra potenziali uscite e potenziali entrate. Esempi analoghi sono relativi agli interessi attivi maturati sui prestiti e alla parte di costo del lavoro accreditato al fondo TFR
le rettifiche di valore dei crediti in sede di determinazione del bilancio non si manifestano in uscite di cassa e trovano contropartita in una voce del CE. Casi analoghi sono quelli della rivalutazione di una partecipazione azionaria che trova la contropartita nella voce del cE "plusvalenze su titoli".
Si pone in evidenzail fenomeno e il processo di ampia "compensazione interna" tra entrate e uscite monetarie potenziali .
L’identificazione, la rilevazione e la misurazione dei flussi finanziari (cioè delle entrate, delle uscite e dei relativi saldi di cassa periodali) sono necessarie per definire le condizioni correnti dell’equilibrio finanziario aziendale, e, soprattutto, forniscono alla direzione le informazioni fondamentali –ancorchè elementari- per la gestione dell’equilibrio finanziario, particolarmente in una prospettiva di breve periodo.
Tuttavia, il "risultato finanziario periodico" (es: saldo giornaliero di cassa o di tesoreria) è un informazione sintetica ai fini gestionali, necessaria ma non sufficiente. Trattandosi di una conoscenza storica, ex post dalla sintesi delle transazioni effettuate, essa non fornisce alcuna indicazione utile per "gestire in anticipo", cioè predisporre le condizioni favorevoli alla formazione di un equilibrio finanziario stabile e ottimale (che deve essere considerato un vincolo fondamentale della gestione economica o un obiettivo intermedio strumentale al perseguimento di durevole redditività dell’impresa).
Con riferimento alla gestione dell’equilibrio finanziario, l’obiettivi è il mantenimento di una situazione di tesoreria (scorta di liquidità) equilibrata in ogni momento e con continuità (obiettivo istantaneo e continuo) e non un obiettivo periodale, cioè di accumulazione in un dato arco di tempo (come si configura specificatamente l’obiettivo reddituale, cioè come variazione periodale del capitale netto degli azionisti).
Con riguardo alla durata del processo, a esso sono direttamente correlate sia l’incertezza del risultato perseguibile (continuità dell’equilibrio), sia il n° delle variabili governabili ex ante ai fini del perseguimento del risultato, gran parte delle quali sono quantità della struttura economico-patrimoniale che possono essere modificate in tempi non brevi, con gradualità e secondo un metodo di programmazione. Quindi:
una gestione della situazione finanziaria finalizzata a orizzonti temporali dilazionati valorizza le politiche e gli interventi ex ante sulle variabili determinanti dell’equilibrio finanziario
una gestione della tesoreria limitata a orizzonti brevi attribuisce massima importanza agli interventi correttivi o di aggiustamento ex post della situazione corrente
Si tratta di due modalità sostanzialmente diverse, ma essenzialmente complementari, per tenere sotto controllo la dinamica finanziaria dell’intermediario
di Alessia Chiovaro
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