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L’unità linguistica in Albania

La lingua rappresenta il maggior lascito degli illiri agli albanesi, e nel discorso degli albanesi la lingua è considerata il fondamento della nazione.
La lingua albanese, per giungere al suo stadio attuale di lingua unificata, ha attraversato un difficile percorso di oltre 2000 anni.
I vari dominatori (romani, greci, bizantini, slavi e ottomani) miravano all’assimilazione e all’annientamento dell’etnia albanese, prima di tutto attraverso l’eliminazione della lingua come base di questa etnia.
Tra gli obiettivi fondamentali della “Lega Albanese” ci fu quello di sviluppare la lingua, la letteratura e la cultura albanese.
Intorno alla metà del XIX secolo, in vari Paesi europei, gli intellettuali albanesi cominciarono a pubblicare giornali, riviste e libri scolastici in lingua albanese.
Nel 1908, i leader provenienti da tutta l’Albania e i rappresentanti delle comunità albanesi all’estero si riunirono in un congresso a Monastir (Macedonia) per stabilire definitivamente l’alfabeto albanese.
Si ritenne come l’alfabeto più appropriato quello latino, aggiungendo nove digrammi (ll, dh, gj, sh, nj, th, rr, xh, zh) e due lettere con segni diacritici (ç, ë).
La lingua albanese è fondamentalmente unitaria, anche se sussistono due grandi gruppi dialettali: quello settentrionale chiamato “ghego”, e quello meridionale chiamato “tosco”.
Speculando su una pretesa “divisione culturale” fra nord e sud, alcuni studiosi hanno talvolta parlato di “gheghi” e di “toschi” come due entità separate.
E addirittura sono giunti a negare la stessa esistenza di un popolo albanese unitario.
La forzata uniformazione del linguaggio albanese operata dal congresso di ortografia tenutosi a Tirana nel 1972, convalidò l’uso di uno albanese standard.
L’unificazione del linguaggio albanese, era parte di quel vasto programma di omogeneizzazione dell’Albania operato dal regime comunista, che attraverso l’eliminazione delle differenze avrebbe condotto l’Albania ad una effettiva uniformità culturale, e di converso politica e ideologica.
L’unificazione della lingua albanese fu accompagnata, ed in un certo senso favorita, da una guerra totale alla cultura ghega.
La guerra del dialetto ghego scatenata dal regime comunista di Enver Hoxha nasceva sia dal fatto che gran parte dell’elite culturale comunista era di origine meridionale, sia dal fatto che questa variante linguistica era espressione soprattutto della cultura ghego-cattolica.
Con il crollo del regime comunista nel 1991, uomini provenienti dal settentrione, come Sali Berisha, Presidente della Repubblica fra il 1991 e il 1997, monopolizzarono la vita politica albanese; e si assistette anche ad una rinascita della cultura settentrionale.
L’origine il lirica e l’unicità della lingua testimoniano, per gli albanesi, l’antichità della loro etnia.
Donde il diritto a rivendicare le loro terre.

di Stefano Civitelli
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